Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Uccise dopo lite per i posti nel mercato: riconosciute le attenuanti, pena ridotta

Colpo di scena nel processo d'appello per l'omicidio del marocchino Abdellatif El Farissi, 29 anni, ucciso a colpi di fucile il 10 agosto 2011 a Gallipoli. La pena, infatti, è stata ridotta da trent'anni a diciotto. E' caduta l'aggravante dei futili motivi riconosciuta in prima battuta

L'arma del delitto.

LECCE – Colpo di scena nel processo d’appello per l'omicidio del marocchino Abdellatif El Farissi, 29 anni, ucciso a colpi di fucile il 10 agosto 2011 a Gallipoli. La pena, infatti, è stata ridotta da trent’anni a diciotto. Un omicidio volontario, aggravato dai futili motivi, detenzione e porto abusivo di arma modificata: questi i reati ipotizzati dall’accusa nei confronti di Sergio Rizzo, il 53enne di Monteroni di Lecce incriminato per il delitto. I giudici della Corte d’appello hanno condiviso solo in parte la tesi accusatoria, accogliendo la tesi difensiva del legale dell’uomo, l’avvocato Luigi Rella. È dunque caduta l’aggravante dei futili motivi, e a Rizzo sono state concesse le attenuanti generiche.

Quello di Abdellatif El Farissi è un delitto maturato, con ogni probabilità, a causa dei dissidi legati ai parcheggi e alle zone commerciali dell'area mercatale di Gallipoli. La vittima risiedeva da alcuni anni a Matino. Rizzo era accusato anche di ricettazione. Il fucile calibro 12 utilizzato, infatti, al quale erano state mozzate le canne, risultava rubato nel 2001 a Monteroni di Lecce. I ladri, dopo aver rotto una finestra, penetrarono nell'abitazione di un cinquantenne, rubando l'arma e alcuni oggetti d'oro del valore di circa un milione di lire.

La brillante quanto rapida attività investigativa condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, consentì di chiudere in poche ore le indagini sulla morte del 29enne originario di Casablanca. Il marocchino aveva avuto, poche ore prima dell'omicidio, una violenta lite, l'ennesima, con Rizzo per l'assegnazione dei "posteggi" nel mercato.

Secondo l'ipotesi accusatoria il 52enne, dopo aver concordato un appuntamento con la vittima in un luogo isolato verso le 18, lo avrebbe affrontato, esplodendo da una distanza di 4-5 metri due colpi di fucile, un sovrapposto calibro 12 con le canne mozzate. L'uomo avrebbe sparato frontalmente, dall'alto verso il basso, colpendo El Farissi alla gamba destra e all'addome, provocando uno shock emorragico e quindi la morte del 29enne.

sergio rizzo classe 1959-2-2-3-2-2Rizzo, dopo essere stato raggiunto nella sua abitazione, confessò ai carabinieri di essere l'autore dell'omicidio del marocchino, consegnando i vestiti che indossava al momento del delitto e indicando anche il luogo dove aveva occultato l'arma del delitto, nelle campagne di Monteroni. Il fucile era avvolto in alcuni asciugamani e custodito all'interno di una sacchetto di plastica con 36 cartucce. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip Antonia Martalò, Rizzo spiegò di aver sparato non per uccidere ma per paura, al culmine di una colluttazione. In particolare, il secondo colpo sarebbe partito involontariamente. 

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