Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Sparatoria mortale di Ruffano, chiusa l'inchiesta: tre gli indagati

La Procura della Repubblica di Lecce ha chiuso le indagini relative all'omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo scorso. Tre gli indagati cui nelle scorse ore è stato notificato l'avviso

 

LECCE – La Procura della Repubblica di Lecce ha chiuso le indagini relative all’omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo scorso. Tre gli indagati cui nelle scorse ore è stato notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari: Michele Espedito Valentini, 27enne di Supersano, l’uomo che ha raggiunto armato l’abitazione di Romano nel pomeriggio del 24 marzo. Dopo una violenta discussione, la situazione sarebbe degenerata e il 27enne avrebbe esploso alcuni colpi di pistola nella stanza da letto della vittima. Romano sarebbe poi deceduto durante il trasporto in ospedale, mentre Traversa è rimasto ferito al femore sinistro. Il secondo nome è quello di Andrea Macagnino, accusato di concorso in omicidio e tentato omicidio. Il 22enne avrebbe accompagnato il presunto omicida sul luogo del delitto con la sua Golf, notata da alcuni testimoni, imboccando controsenso via Boccaccio, Lì, lo avrebbe atteso con il motore acceso e la portiera del lato passeggero aperta, per poi darsi alla fuga. Tra gli indagati, anche lo stesso Traversa, accusato di favoreggiamento personale per non aver rivelato agli inquirenti l’identità di Valentini.

Il presunto omicida si è presentato alcuni giorni dopo in caserma a Maglie, dove ad attenderlo c’era il suo legale, l’avvocato Mario Coppola. Nei suoi confronti il gip Carlo Cazzella aveva emesso, lo scorso 31 marzo, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 27enne era irreperibile da una decina di giorni. Macagnino, invece, dopo l’arresto era tornato in libertà. Il 27enne ha spiegato ai magistrati di aver intrapreso, già da un po’ di tempo, una relazione con la moglie della vittima. Relazione di cui probabilmente Romano aveva saputo, anche perché aveva notato Valentini aggirarsi, il giorno dell’omicidio, nei pressi della sua abitazione. Nel pomeriggio Roberto Romano si sarebbe recato a casa del suo rivale invitandolo a casa per un chiarimento. “Non doveva succedere – ha affermato il 27enne –, è stata una tragedia”.

I sospetti dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, si sono indirizzati quasi subito su Valentini. Nonostante la complessità della vicenda e il contesto di silenzi e connivenze in cui il grave fatto di sangue si è consumato, sono bastate meno di 24 ore, infatti, per tracciare un profilo del presunto assassino e del possibile movente. La ricostruzione dei fatti è partita dall'analisi della scena del crimine, che ha permesso di ipotizzare una conoscenza e una frequentazione del killer con Romano e Traversa, tale da giustificare l'ingresso in casa. Da qui, la minuziosa indagine dei militari, che hanno riscontrato notevoli difficoltà a causa della reticenza di diversi residenti nella zona a esporsi. Indagine serrate e articolate che hanno trovato riscontro negli inquirenti: da una parte sostituto procuratore Giovanni De Palma e dall’altro il gip Carlo Cazzella.

Gli indagati hanno ora venti giorni per presentare memorie o chiedere di essere ascoltati.

 

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