Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Romano, a processo il presunto killer e i fiancheggiatori

Il 4 aprile si apre il procedimento a carico di Michele Espedito Valentini. La morte del giovane di Ruffano risale al 24 marzo scorso e sarebbe maturata per motivi passionali. A giudizio anche Andrea Macagnino e Dario Traversa

Via Boccaccio, il giorno dell'omicidio.

LECCE – Si aprirà il prossimo 4 aprile il processo relativo all’omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa, avvenuti il 24 marzo scorso a Ruffano. A giudizio è finito Michele Espedito Valentini, 27enne di Supersano, l’uomo che ha raggiunto armato l’abitazione di Romano nel pomeriggio del 24 marzo, rinviato a giudizio dal gup Antonia Martalò.

Un omicidio scaturito al culmine di una violenta discussione, la situazione sarebbe degenerata e il 27enne avrebbe esploso alcuni colpi di pistola nella stanza da letto della vittima. Romano sarebbe poi deceduto durante il trasporto in ospedale, mentre Traversa è rimasto ferito al femore sinistro. Andrea Macagnino, (accusato di concorso anomalo in omicidio e tentato omicidio), ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.

macagnino-2Il 22enne (nella foto qui accanto) avrebbe accompagnato il presunto omicida sul luogo del delitto con la sua Golf, notata da alcuni testimoni, imboccando controsenso via Boccaccio, Lì, lo avrebbe atteso con il motore acceso e la portiera del lato passeggero aperta, per poi darsi alla fuga. Tra gli imputati, anche lo stesso Traversa, accusato di favoreggiamento personale per non aver rivelato agli inquirenti l’identità di Valentini (nella foto qui accanto). Traversa sarà giudicato con il rito ordinario.

Il presunto omicida si è presentato alcuni giorni dopo in caserma a Maglie, dove ad attenderlo c’era il suo legale, l’avvocato Mario Coppola. Nei suoi confronti il gip Carlo Cazzella aveva emesso, lo scorso 31 marzo, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 27enne era irreperibile da una decina di giorni. Macagnino, invece, dopo l’arresto era tornato in libertà. Il 27enne ha spiegato ai magistrati di aver intrapreso, già da un po’ di tempo, una relazione con la moglie della vittima.

Espedito Valentini-2Relazione di cui probabilmente Romano aveva saputo, anche perché aveva notato Valentini (foto a sinistra) aggirarsi, il giorno dell’omicidio, nei pressi della sua abitazione. Nel pomeriggio Roberto Romano si sarebbe recato a casa del suo rivale invitandolo a casa per un chiarimento. “Non doveva succedere – ha affermato il 27enne –, è stata una tragedia”.

I sospetti dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, si sono indirizzati quasi subito su Valentini. Nonostante la complessità della vicenda e il contesto di silenzi e connivenze in cui il grave fatto di sangue si è consumato, sono bastate meno di 24 ore, infatti, per tracciare un profilo del presunto assassino e del possibile movente. La ricostruzione dei fatti è partita dall'analisi della scena del crimine, che ha permesso di ipotizzare una conoscenza e una frequentazione del killer con Romano e Traversa, tale da giustificare l'ingresso in casa.

Da qui, la minuziosa indagine dei militari, che hanno riscontrato notevoli difficoltà a causa della reticenza di diversi residenti nella zona a esporsi. Indagine serrate e articolate che hanno trovato riscontro negli inquirenti: da una parte sostituto procuratore Giovanni De Palma e dall’altro il gip Carlo Cazzella. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Mario Coppola, Francesca Conte, Francesco Vergine e Francesco Fasano.

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