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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Ruffano

Omicidio Romano: si costituisce di notte Valentini, il presunto killer

Espedito Valentini, il 27enne di Supersano, sospettato di aver ucciso a pistolettate Roberto Romano, 36enne di Ruffano e di aver ferito l'amico di quest'ultimo, Dario Traversa, 28enne, s'è consegnato nella notte ai carabinieri

RUFFANO - I militari  hanno aspettato che si "posasse". Così si dice nel gergo dell'Arma, quando si attende - o forse se ne è consapevoli-  che un  latitante, divenga improvvisamente reperibile. E, infatti, si è "posato". Ha bussato, poco prima delle 23, alla porta della caserma dei carabinieri della compagnia di Maglie, accompagnato dal suo avvocato, Mario Coppola. Espedito Valentini, il 27enne di Supersano, sospettato di aver ucciso a colpi di pistola Roberto Romano, 36enne di Ruffano e di aver ferito l'amico di quest'ultimo, Dario Traversa, 28enne, lo scorso 24 marzo, si è costituito. Gli è stato notificato il provvedimento d'arresto, ed  è finito immediatamente nel carcere "Borgo San Nicola" di Lecce.

L'arresto di Valentini, ricercato da giorni dai carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, coordinati dal capitano Biagio Marro,  e ora consegnatosi nelle mani della giustizia, sembra delineare, almeno parzialmente, i contorni dell'agguato avvenuto nella camera da letto di Romano. Le indagini sono state subito orientate verso contesti criminali che legano l'aggressore e la vittima, senza però coinvolgere altri individui della malavita locale. Il movente "rosa" sembra colorarsi, secondo gli inquirenti, di un nero opaco. La motivazione passionale, che pure è stata avanzata, sta cedendo sempre più il passo a scenari pregressi tra i due, presumibilmente legati al mancato pagamento di partite di stupefacenti.  È ipotizzabile che, alla base, ci fossero rapporti tra aggressore e vittima, già minati alla base. Un antico astio, dettato da un rapporto debito-credito che resterebbe, al momento,  circoscritto tra Romano e Valentini.DSC_0136-2

Certo è che la presenza di Traversa sulla scena del delitto, sembra essere tutto fuorché casuale. Non si fatica ad immaginare che tutti i protagonisti -  fatta eccezione per un quarto individuo completamente estraneo ai fatti, che si trovava sul posto per una pura fatalità- fossero lì aspettando un chiarimento. Romano deve averlo inteso in u modo, il suo omicida in un altro. Una discussione degenerata per impulso, un litigio sfuggito di  mano. La pistola, però, c'era. E questo è un presupposto oggettivo che per gli investigatori non è trascurabile. L'arma utilizzata nell'agguato resta un punto chiave, che potrebbe fornire un forte stimolo alle indagini. I carabinieri sono però certi che non si tarderà a fare chiarezza anche su questo elemento. Nel momento in cui si otterranno riscontri sulla destinazione finale della pistola utilizzata, sarà possibile eseguire anche le verifiche di tipo balistico, che chiuderanno questa fase investigativa preliminare.

L'attività di indagine non è stata delle più semplici, hanno tenuto a precisare dal comando provinciale dell'Arma, dove questa mattina si è tenuta una conferenza. Il luogo dell'accaduto, non molto frequentato, il numero esiguo di testimonianze e una certa propensione all'omertà, non avrebbero aiutato gli inquirenti. "Ma grazie alla capacità della Procura di Lecce e alla pazienza investigativa, siamo riusciti ad aprire uno squarcio in questa vicenda oscura" ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Maurizio Ferla, che ha poi aggiunto: "Un merito va attribuito, naturalmente, ai colleghi della stazione di Ruffano che, con il reperimento di testimoni determinanti,  hanno consentito di ottenere alcune indicazioni già la mattina seguente all'omicidio".

La prima svolta alle indagini erano arrivate con l'arresto di Andrea Macagnino, 22enne, gestore di un bar, anch'egli di Supersano, che quel giorno avrebbe condotto Valentini sul luogo dell'agguato a bordo della sua Golf. Macagnino risponde di concorso in omicidio e tentato omicidio. Il giovane, nel corso del successivo interrogatorio di garanzia, di fronte al gip Carlo Cazzella, ha ammesso di aver trasportato Valentini sul posto, pur non sapendo quali fossero le sue intenzioni. Immediatamente dopo il fermo del 22enne, i militari hanno setacciato tutta la zona, ricostruendo una mappatura dei nascondigli ideali di Valentini. Un'operazione di certosina ricostruzione, quella della notte di  venerdì scorso, che ha di fatto assestato un duro colpo alla latitanza del 27enne ricercato.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, Macagnino avrebbe imboccato via Boccaccio contromano, lasciando lo sportello della Golf aperto e il motore acceso, attendendo che Valentini facesse rientro. E' stato in quegli attimi che s'è consumato il delitto, con oltre quattro colpi di pistola. Romano è spirato poche ore dopo, nell'ospedale "Ferrari" di Casarano. Traversa, ferito in modo più lieve, è stato iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento, non avendo collaborato con i carabinieri.

L'omicidio forse legato a debiti di droga

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