Cronaca

Marcia indietro dei baby testimoni, duro colpo per l'accusa

"Non ricordo" o non "ho visto". Nel secondo incidente probatorio per l'uccisione di Valentino Spalluto, i tre ragazzi che con le loro dichiarazioni avevano contribuito all'arresto di Salvatore Polimeno, non hanno fornito conferme

Piazza Palio, particolare della recinzione.

LECCE – Nessuna conferma neanche nel secondo incidente probatorio disposto nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Valentino Spalluto, il 20enne originario di Surbo assassinato il 2 agosto scorso in piazza Palio. Per quell’omicidio è stato arrestato, il 24 settembre scorso, Salvatore Polimeno (detto Andrea), 23enne leccese. Dinanzi al gip sono comparsi i tre minori (due ragazze e un ragazzo) “che hanno reso dichiarazioni fondamentali per le indagini che hanno condotto alla cattura di Polimeno”.

I tre, infatti, si trovavano i piazza Palio in quel pomeriggio di sangue. Oggi, però, hanno detto di non ricordare o di non aver visto, e di essere stati condizionati dalle deposizioni degli altri o di essere stati fraintesi. Una di loro ha detto anche di non essere mai stata intimidita dall’indagato. A nulla sono valsi gli ammonimenti del pubblico ministero e del gip sugli effetti delle dichiarazioni mendaci, la giovane teste è sembrata fornire una tesi diversa da quella già verbalizzata, tanto da rischiare l’accusa per calunnia.

La difesa di Polimeno, gli avvocati Giovanni Battista Cervo e Anna Luigia Cretì, hanno mostrato ai testimoni una riproduzione del luogo dell’omicidio, dimostrando che dalla loro posizione i tre non potevano vedere il loro assistito sparare quel pomeriggio di agosto. Un incidente probatorio che sembra dunque minare, seppure in parte, la tesi accusatoria e che, forse, andrebbe considerato anche alla luce del grave atto di intimidazione che si è verificato nel corso delle indagini sull’omicidio di Spalluto.

Nell’ambito dell’inchiesta, condotta dagli agenti della squadra mobile di Lecce e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Carmen Ruggiero, sono stati raccolti una lunga serie di indizi nei confronti del killer, attraverso intercettazioni, tabulati telefonici e testimonianze. Il pomeriggio del 2 agosto, verso le 16.45, Salvatore Polimeno avrebbe raggiunto piazza Palio con il suo scooter e, dopo aver fatto un paio di giri di perlustrazione, avrebbe parcheggiato la moto, impugnato la pistola calibro 38 ed esploso tre colpi, scambiando la vittima per Alessandro Leo, che lavorava nella stessa squadra del ragazzo di Surbo. Prima di sparare, però avrebbe sollevato la visiera del casco, rendendosi ben riconoscibile agli occhi dei giovani testimoni. Poi si sarebbe allontanato a bordo dello Scarabeo, noto nel quartiere per un adesivo degli Ultrà Lecce, tornando a casa dai familiari.

L'omicidio sarebbe scaturito nell'ambito di una violenta lite scoppiata tra Leo e Polimeno, per questioni legate, secondo gli investigatori, alla cessione di droga. Il 27, un paio di mesi prima dell'omicidio, avrebbe schiaffeggiato l'assassino, accusandolo di averlo imbrogliato, cedendogli meno eroina del dovuto. Uno scambio di persona che potrebbe aver spezzato la vita di Valentino Spalluto.

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