Omicidio Spalluto: l'imputato dinanzi ai giudici respinge ogni accusa

Salvatore Polimeno il 23enne leccese accusato dell’omicidio di Valentino Spalluto, assassinato in piazza Palio, ha fornito la propria versione dei fatti

LECCE – Nuovo udienza nel processo che vede come imputato Salvatore Polimeno (detto Andrea), 23enne leccese, accusato dell’omicidio di Valentino Spalluto, il 21enne originario di Surbo assassinato il 2 agosto 2012 in piazza Palio. Dinanzi ai giudici della Corte d’Assise (presieduta da Roberto Tanisi) è stato sentito l’imputato, che ha respinto ogni accusa, spiegando alla corte che in quel torrido pomeriggio di sangue era a casa a dormire. Una tesi che secondo il 23enne troverebbe riscontro nel fatto che durante la perquisizione eseguita poco dopo l’omicidio, il suo scooter è risultato inutilizzato da tempo.

Dopo l’omicidio Polimeno si sarebbe allontanato a bordo dello Scarabeo, noto nel quartiere per un adesivo degli Ultrà Lecce, tornando a casa dai familiari, che gli hanno sentito urlare: "Hanno ammazzato Leo!". È stata proprio una dei suoi familiari, attraverso una telefonata anonima fatta il giorno dopo, a indirizzare ulteriormente i sospetti sul 23enne. Circostanza poi smentita dalla stessa donna.

L’imputato ha poi negato di aver mai avuto una discussione o un litigio con Alessandro Leo. Secondo l’ipotesi accusatoria l’omicidio sarebbe scaturito nell'ambito di una violenta lite scoppiata tra Leo e Polimeno, per questioni legate, secondo gli investigatori, alla cessione di droga. Il 27, un paio di mesi prima dell'omicidio, avrebbe schiaffeggiato l'assassino, accusandolo di averlo imbrogliato, cedendogli meno eroina del dovuto. Uno scambio di persona che potrebbe aver spezzato la vita di Valentino Spalluto.

Nel corso delle indagini, condotte dagli agenti della Squadra mobile di Lecce e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Carmen Ruggiero, sono stati raccolti una lunga serie di indizi nei confronti del killer, attraverso intercettazioni, tabulati telefonici e testimonianze. Indagini difficili e complesse per il al grave clima di intimidazioni  e omertà che si è verificato dopo l’omicidio.

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Per l'accusa il pomeriggio del 2 agosto, verso le 16.45, Salvatore Polimeno (assistito dall'avvocato Anna Luigia Cretì) avrebbe raggiunto piazza Palio con il suo scooter e, dopo aver fatto un paio di giri di perlustrazione, avrebbe parcheggiato la moto, impugnato la pistola calibro 38 ed esploso tre colpi, scambiando la vittima per Alessandro Leo, che lavorava nella stessa squadra del ragazzo di Surbo. Prima di sparare, però avrebbe sollevato la visiera del casco, rendendosi riconoscibile agli occhi di alcuni testimoni, che si sono poi rivelati però reticenti. 

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