Accoltella la madre e poi si lancia nel vuoto: tragedia in una famiglia salentina

Omicidio-suicidio, questa mattina, nel centro di Torino: la vittima, una docente 60enne, è di Castromediano, alle porte di Lecce. Non ce l’ha fatta neppure la figlia

La polizia sul posto (TorinoToday)

TORINO – Uccide la madre a coltellate e poi si toglie la vita, lanciandosi dal nono piano di un palazzo. Tragedia per una famiglia di origini salentine, nella mattinata di oggi, a Torino. Il dramma in Corso Racconigi, al civico 292,  all’interno di un appartamento in cui la vittima, Luana Antonazzo, docente di Matematica al Liceo scientifico "De Giorgi", 60enne di Castromediano di Cavallino, era andata a trovare la figlia 33enne, Chiara Rollo, ex studentessa universitaria al Politecnico del capoluogo piemontese.

Quest’ultima, secondo una prima ricostruzione, eseguita dalla polizia, avrebbe sferrato alcune coltellate alla donna, forse all’alba, per poi lanciarsi dal nono piano del palazzo all’arrivo delle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato dal quotidiano TorinoToday, la 60enne avrebbe inviato un messaggio Whatsapp al fidanzato della figlia, per chiedere aiuto. Sarebbe stato infatti proprio l’uomo ad allertare il numero di pronto intervento. Ormai, era però troppo tardi.

L’area è stata transennata per facilitare i rilievi sul luogo del delitto: sul luogo, oltre agli agenti della sezione volanti, i colleghi della sezione scientifica del comando provinciale di Torino. Le due salme sono state portate presso l'obitorio, per essere sottoposte agli accertamenti di natura medica, su disposizione dell'autorità giudiziaria. Sull'accaduto, gli investigatori della Polizia di Stato sono ancora al lavoro: non è dato sapere che cosa abbia scatenato la furia della 33enne, tanto da farla scagliare con violenza contro la propria madre. Non è però escluso che possano esserci stati, all'origine, dei problemi di salute. Il quadro è però ancora poco chiaro e le indagini in corso. Di certo resta però il dolore di una famiglia dilaniata dal dolore, per due perdite che non potranno più essere sostituite.

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