Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Choc nella capitale: salentino uccide la moglie, poi si lancia dal sesto piano

Un 87enne di Otranto, da anni residente a Roma, ha ammazzato la donna, di origini abruzzesi colpendola con un bloccapedali alla testa. Poi si è gettato da una ventina di metri di altezza, nel quartiere Prenestino. Sconosciute le cause del gesto: forse il dolore davanti all'ennesimo, possibile ricovero della 74enne

La polizia, a Roma (@TM News/Infophoto)

ROMA – L'ennesima follia tra le mura domestiche. Ha ammazzato la propria moglie, per poi togliersi la vita. Un altro dramma familiare si è consumato a Roma, dove un uomo originario di Otranto, Primaldo Stefàno, 87enne  - che assieme ai suoi tre fratelli aveva preso la decisione di vivere fuori regione -  ha sfogato la propria ira su Mafalda Casciano, la coniuge 74enne, di origini abruzzesi. Nella tarda mattinata di venerdì, poco prima dell'ora di pranzo, ha inferto a quest’ultima diversi colpi alla testa, mentre questa dormiva su una poltrona, prima di lanciarsi nel vuoto, dal sesto piano di un palazzo tra i quartieri Prenestino e Centocelle, nella capitale.

E’ mistero sulle cause che hanno spinto l’uomo a tanto livore fino ad accanirsi sulla vita con un gesto simile, del quale non sono stati rinvenute evidenti tracce nell’appartamento della coppia. I rilievi, infatti, sono stati eseguiti dagli agenti di polizia del commissariato di Tor Pignattara. L’episodio ha visto un’inspiegabile crudeltà da parte dell’anziano, forse addolorato dall’ennesima possibilità di un ricovero ospedaliero della donna. Un dolore che non ha retto. Uno stress che gli ha provocato rabbia. Così, dopo aver ammazzato la moglie servendosi, presumibilmente, di un bloccapedali da auto, si è lasciato morire.

Poi ha raggiunto il salotto dell’appartamento, al civico 71 di via Olevano Romano, ha scavalcato la ringhiera, e si è lasciato ingoiare dal vuoto di quella ventina di metri di altezza, per poi schiantarsi al suolo, sul manto stradale, davanti agli occhi esterrefatti di alcuni passanti. E’ finito su un segnale stradale, proprio davanti all’ingresso di un centro benessere della zona. Quest’ultima, a quell’ora, era particolarmente trafficata perché luogo di ristoranti frequentati in pausa pranzo. Sono stati proprio i vicini di casa, assieme ad alcuni testimoni di passaggio, ad allertare le forze dell’ordine, intervenute poco dopo assieme al personale del 118.

Per l’anziano, tuttavia, non c’era più nulla da fare. Constatato il decesso dell’87enne, i poliziotti si sono recati al sesto piano del condominio, per chiarire che cosa fosse successo. Sebbene più di un sospetto avesse già preso forma nei pensieri degli inquirenti. La coppia di vicini, infatti, dopo aver scoperto il corpo privo di vita di Stefano, ha provato più e più volte a contattare la moglie. Senza esiti positivi.

Divelta la porta dell’abitazione, all’arrivo dei vigili del fuoco, la macabra scoperta e lo sgomento. La casa è stata sottoposta a sequestro poco dopo mentre, dopo l’arrivo del sostituto procuratore di Roma, Mario Palazzi, i due cadaveri sono stati trasportati presso la camera mortuaria, fino al momento del conferimento dell’incarico per l’esame autoptico. Che potrebbe far emergere altri raggelanti dettagli di una storia che si insinua tra le pieghe della memoria di un 2013, ormai agli sgoccioli.

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