Operaio morì investito dal vapore, a giudizio vanno anche l'ad e dirigenti di Api raffinerie

Francesco Fiore, di Veglie, spirò a 54 anni dopo un’agonia durata venti giorni. Un suo collega rimase ferito gravemente. Stavano lavorando presso lo stabilimento di Falconara. Il fatto avvenne nell'estate del 2013. L'addetto della messa in sicurezza dell’impianto ha scelto il rito abbreviato

@TM News/Infophoto

ANCONA – Dall’amministratore delegato dell’Api raffinerie Spa di Ancona (facente capo al gruppo industriale attivo nell’energia) fino all’ultimo operaio indicato negli atti per presunte responsabilità, dovranno tutti affrontare il giudizio per la morte di un operaio di Veglie, avvenuta in ospedale dopo un incidente sul lavoro nello stabilimento di Falconara Marittima. Alla base, secondo gli inquirenti, vi sarebbe stata mancanza di adeguate cautele, considerata la delicatezza e la pericolosità del compito.   

Francesco Fiore morì a 54 anni dopo un’agonia durata venti giorni. Con il collega e suo concittadino Gianni Calcagnile, oggi 47enne, alla fine di luglio del 2013 fu chiamato per alcuni lavori all’interno della raffineria marchigiana. I due rimasero investiti da getti di vapore mentre operavano su alcune valvole di sicurezza. Fiore fu trasportato in ospedale, a Cesena, e morì la notte del 18 giugno 2013. Aveva riportato lesioni sul 75 per cento del corpo. Calcagnile rimase gravemente ferito, ma si salvò.

Per il decesso di Fiore, il gup Francesca Zagoreo ha dunque disposto il rinvio a giudizio per omicidio colposo in concorso a carico di Giancarlo Cogliati, 59enne, varesino, amministratore delegato della società, Francesco Lion, 62enne, padovano, responsabile del settore manutenzione, Michele Del Prete, 44enne di Falconara Marittima, responsabile del reparto ispezione, Pierfilippo Amurri, 57enne della provincia di Ancona, dirigente del settore operazioni, Monica Mais, 47enne di Senigallia, dirigente del settore produzione, Antonio Palma, 64enne di Taranto, legale rappresentante della Ferplast, l’azienda che aveva in carico i lavori nell’Api per i quali furono inviati i due dipendenti vegliesi.

Marco Benedettelli, 43enne, addetto della messa in sicurezza dell’impianto di Falconara, ha invece scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. La sua posizione sarà vagliata il 17 dicembre prossimo. Per tutti gli altri, invece, il processo si aprirà davanti al Tribunale monocratico di Ancona il 14 gennaio 2016. Nell’udienza precedente, era stata autorizzata la citazione per responsabilità civile sia dell’Api raffinerie Spa di Ancona (da cui dipende lo stabilimento di Falconara), sia la Ferplast Srl, ditta che ha sede a Taranto.

Secondo quanto ravvisato dal pubblico ministero Irene Pilotta, sarebbero tutti implicati, in base ai diversi ruoli gerarchici, nell’organizzazione e nell'esecuzione dei lavori su tredici valvole di sicurezza dell’impianto a vapore dello stabilimento. L’impianto, però, sarebbe stato in funzione, anziché fermo, con il rischio che avvenissero incidenti dovuti alla fuoriuscita di getti di vapore. Questo, in particolare, nelle operazioni di smontaggio di ogni singola valvola.

Non solo. Il pm ha ravvisato anche altre presunte omissioni: le valvole non sarebbero state dotate di sensori di prossimità che permettessero di verificarne la chiusura dalla sala controllo e non sarebbero nemmeno stati disposti controlli sulla loro messa in sicurezza.

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I familiari di Fiore, che si sono costituiti parte civile, sono rappresentati dagli avvocati Massimo Zecca, Giovanni Marzano e Giuseppe De Bartolomeo. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Vando Scheggia e Luigi Matteo. L’Api raffineria Spa di Ancona ha nominato come suo difensore Carlo Federico Grosso, la Ferplast è difesa da Michela Soldo. Le difese avevano chiesto il non luogo a procedere. Il caso di Calcagnile seguirà un procedimento diverso. 

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