Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Operaio salentino morto in raffineria, entra nel vivo il processo

A giudizio, per la morte di Francesco Fiore, sono finiti amministratori e personale dell’Api raffineria Spa di Ancona

LECCE – Nuova udienza nel processo a carico di amministratori e personale specializzato dell’Api raffineria Spa di Ancona, per la morte di Francesco Fiore, di Veglie, avvenuta a 54 anni il 18 giugno del 2013 dopo un’agonia di venti giorni a causa di un incidente sul lavoro  nello stabilimento di Falconara Marittima.

Dinanzi al giudice monocratico Francesca De Palma, del Tribunale di Ancona, sono comparsi i testi dell’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Irene Bilotta. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 27 aprile per l'ascolto delle parti civili e dei loro testi. Poi, sarà la volta dei testi citati dalla difesa e dei consulenti, il cui ascolto sarà fondamentale per le sorti del giudizio. Si preannuncia una battaglia legale e di perizie per stabilire le responsabilità nella causazione dell'evento.

Sotto processo, per omicidio colposo in concorso, sono finiti l’amministratore delegato dell’Api raffinerie anconetana (facente capo al gruppo industriale attivo nell’energia) Giancarlo Cogliati, 59enne, varesino; Francesco Lion, 62enne, padovano, responsabile del settore manutenzione; Michele Del Prete, 44enne di Falconara Marittima, responsabile del reparto ispezione; Pierfilippo Amurri, 57enne della provincia di Ancona, dirigente del settore operazioni; Monica Mais, 47enne di Senigallia, dirigente del settore produzione; Antonio Palma, 64enne di Taranto, legale rappresentante della Ferplast, l’azienda che aveva in carico i lavori nell’Api per i quali furono inviati nelle Marche Fiore e un suo collega, Gianni Calcagnile, oggi 47enne, anch’egli vegliese e rimasto ferito nelle medesime circostanze.

Fiore e Calcagnile, alla fine di luglio del 2013, arrivarono nella raffineria marchigiana per alcuni lavori, ma rimasero investiti da getti di vapore mentre operavano su alcune valvole di sicurezza. Fiore fu trasportato in ospedale, a Cesena, e morì la notte del 18 giugno 2013. Aveva lesioni sul 75 per cento del corpo. Calcagnile rimase gravemente ferito, ma si salvò.

Per la Procura, sarebbero tutti implicati nell’organizzazione e nell'esecuzione dei lavori su tredici valvole di sicurezza dell’impianto a vapore dello stabilimento, che, però, sarebbe stato in funzione, anziché fermo, con il rischio che avvenissero incidenti dovuti alla fuoriuscita di getti, in particolare nel corso delle operazioni di smontaggio di ogni singola valvola. L’accusa ha ravvisato anche altre presunte omissioni: le valvole non sarebbero state dotate di sensori di prossimità che permettessero di verificarne la chiusura dalla sala controllo e non sarebbero nemmeno stati disposti controlli sulla loro messa in sicurezza.

L’Api raffineria Spa di Ancona è assistita dall’avvocato Carlo Federico Grosso, raffineria Spa di Ancona; mentre la Fer.plast srl Taranto, ulteriore responsabile civile, è assistita dall’avvocato Michela Soldo; gli imputati  dagli avvocati Luigi Matteo, Fulvio Simoni e Jacques Fosson. Per famigliari, che si sono costituiti nel processo, gli avvocati Massimo Zecca, Giovanni Marzano e Giuseppe De Bartolomeo.

Nel gennaio scorso, il primo verdetto. Marco Benedettelli, 43enne, addetto della messa in sicurezza dell’impianto di Falconara, l’unico che avesse scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, è stato condannato dal gup di Ancona, Francesca Zagoreo a sei mesi di reclusione (pena sospesa) per omicidio colposo.

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