Operazione “Movida”, l’ex portiere del Lecce in silenzio davanti al giudice

Si sono tenuti oggi gli interrogatori dei 13 arrestati due giorni fa con l'accusa di aver gestito lo spaccio di droga in alcune zone del Salento. Attesa per domani la decisione del giudice sulle richieste di convalida

LECCE - Si conoscerà domani la decisione del giudice Giulia Proto rispetto alla richiesta avanzata dalla Procura di convalidare i tredici arresti per spaccio di sostanze stupefacenti eseguiti due giorni fa dagli agenti della squadra mobile di Lecce con l’operazione “Movida”.

In carcere è finito l’ex portiere del Lecce Davide Petrachi, 33 anni, di Melendugno, che nemmeno due mesi fa aveva patteggiato (attraverso gli avvocati Raffaele Benfatto e Salvatore Donadei) un anno e 8 mesi, pena sospesa, e 900 euro di multa sempre per spaccio (inizialmente gli veniva contestato il reato associativo) nell’ambito dell’operazione “Orione”.

Durante il confronto con il gip che si è tenuto in mattinata, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Oltre a lui, sono stati interrogati anche gli altri dodici finiti nel blitz della polizia: Adil Ghazi, di 53 anni; Nicola Guarna, di 27; Luca Stefano Indirli, 20, Andrea Montinaro, di 44; Roberto Patera, di 41; Antonio Peciccia, di 50 anni; Graziano Romano, di 40, Vito Sacco, di 19; Carmelo Schillaci, di 19; Giuseppe Schito, di 41; Marco Vetrugno, di 41, Moreno Vonghia, di 37.

Tutti, secondo le indagini, svolte in un mese (dallo scorso luglio) sotto il coordinamento della Dda (Direzione distrettuale antimafia) con l’impiego di agenti sotto copertura e di telecamere nascoste previsto dal progetto “Pusher 3”, avrebbero gestito lo spaccio di cocaina, in particolare a Lecce, e nelle marine di San Foca, Porto Cesareo e Torre Uluzzo, anche all’interno di quattro locali molto conosciuti.  

E saranno sempre le indagini ancora in corso a stabilire se questo sia solo l’ultimo degli anelli di una catena più grossa, in cima alla quale potrebbero esserci personaggi della criminalità organizzata locale.

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Gli indagati sono difesi dagli avvocati Loredana Pasca, Raffaele Benfatto, Salvatore Donadei, Massimo Zecca, Marco Luigi Elia, Giuseppe Romano, Francesco Spagnolo, Cosimo D'Agostino, Pasquale De Monte, Massimo Muci, Tommaso Valente, Gianpiero Geusa e Paolo Cantelmo.

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