Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Via Vecchia Surbo

Operazione "Action day" contro i furti di rame. Denunciato imprenditore 51enne

Polizia e carabinieri hanno eseguito un blitz all'interno di una ditta, specializzata nel recupero di rifiuti non pericolosi, nella zona industriale di Lecce. Hanno rinvenuto migliaia di chilogrammi di batterie al piombo, vasi rubati dai cimiteri e cavi: il titolare è stato deferito per ricettazione

LECCE – Le cronache locali ne sono piene e non si fa che parlare dei furti in rame. Tanto che, soltanto lo scorso 10 maggio, i militari dell'Arma di Maglie eseguirono nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di una presunta organizzazione specializzata nel business dell'oro rosso. Linee telefoniche manomesse, canaline di scolo, pezzi di binari, linee elettriche e, negli ultimi giorni, vere e proprie razzie di vasi dai cimiteri.

Così, una serie di servizi nel capoluogo ed in provincia con la collaborazione di tutte le forze di polizia è stata disposta su tutto il territorio. Nella mattinata di lunedì, il personale della squadra mobile, assieme ai carabinieri della compagnia di Lecce, hanno eseguito un blitz, denominato “Action day”, in una  ditta di via Vecchia Surbo a Lecce, nella zona industriale, appartenente a V.C., un 51enne del posto, specializzata nel recupero di rifiuti non pericolosi di cui l’uomo non è stato in grado di indicare la provenienza.

Il materiale sequestrato è relativo a numerosi frammenti di cavo utilizzato dalla Telecom, per un peso complessivo di 42 chilogrammi. E non è tutto. Altri fili, per un peso di 103 chilogrammi erano depositati assieme a 154 portavasi in rame, tipicamente usati nei campisanti. E, dulcis in fundo, cassoni in plastica contenenti svariate batterie al piombo fuori uso, per un peso complessivo di 4mila e 980 chili.  

E’ stato un dipendente della compagnia telefonica a riconoscere il materiale rinvenuto, del quale aveva sporto la denuncia di scomparsa proprio tempo addietro. Considerato che, solo da pochi giorni, erano state presentate altre numerose denunce per centinaia di portafiori dal cimitero leccese, aparte di questa refurtiva è stata riconosciuta da un rappresentante delle confraternite della diocesi del capoluogo salentino.

 Durante un controllo dell’azienda, soprattutto relativamente alle batterie al piombo detenute, è emerso che a partire dal mese di gennaio, fino alla data del sopralluogo, sono state commercializzate circa 162 tonnellate e che, ci sarebbe dovuto essere un residuo di sole 270 batterie: molte meno di quelle rinvenute. Per l'uomo è scattata la denuncia in stato di libertà per ricettazione e per smaltimento di rifiuti speciali non autorizzato.

Nell’ambito della stessa attività di servizio, inoltre, il personale della squadra mobile, della polizia ferroviaria e della polizia stradale, si è recato anche presso il campo nomadi “Panareo” dove, eseguite alcune ispezioni, non sono stati ritrovati oggetti in rame, ma alcune piantine di marijuana.

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