Cronaca

Sesso e cocaina in Riviera. Nel giro anche un 30enne recluso a Lecce

Nell'operazione "Ceres", avviata nel 2008 dai carabinieri del nucleo investigativo di Rimini, nei guai anche un detenuto nel carcere Borgo San Nicola, assieme a 9 individui. La vendita della droga era affidata a due transessuali

Repertorio (@TM News/Infophoto).

LECCE  - Tra gli undici individui coinvolti in una vasta operazione antidroga, denominata “Ceres”, avviata nel mese di settembre del 2008 e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Rimini, c’è anche un uomo detenuto nel carcere Borgo San Nicola, alle porte di Lecce.

Si tratta di Hoxha Petrit, un 30enne di origini albanesi. Nel blitz eseguito tra il capoluogo salentino, ma anche a Napoli, Enna, Forlì-Cesena e Livorno, sono scattate undici ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettanti uomini ritenuti responsabili del reato dell’attività continuata di spaccio di stupefacenti: sei tra queste in carcere, tre ai domiciliari e due tradotte in obblighi di dimora con divieto di uscita.Immagine-174-5

A finire nei guai cinque italiani, sei albanesi, un tunisino, e un macedone, i quali gestivano una rete di spaccio di cocaina e hashish i tutta la riviera romagnola. Tra i clienti anche due transessuali italiani, che offrivano “polvere bianca”, a richiesta come extra alle prestazioni.

I due gruppi, distinti, ma agguerriti nell’attività illecita, sono stati stanati anche grazie all’ausilio di sofisticati congegni intercettivi. Il primo, facente capo a personaggi di spicco della malavita balcanica. Il secondo, invece, vedeva la prevalenza di coordinatori italiani, con la "leadership" dei due transessuali, i quali smerciavano lo stupefacente durante le prestazioni sessuali, in una sorta di pacchetto all inclusive “Sesso più droga”. Il quantitativo di cocaina consumato durante i rapporti, inoltre, veniva automaticamente addebitato sul conto del cliente.

Per uno dei malviventi finiti nei guai, il capo d’accusa è anche quello di estorsione: in tre circostanze differenti, infatti, avrebbe costretto i “consumatori finali” delle prestazioni a versare somme di denaro. In caso contrario, avrebbe rivelato ai parenti le loro tendenze sessuali.

A partire dalle quattro del mattino, 50 uomini del comando provinciale romangnolo, in collaborazione con i colleghi delle compagnie delle altre regioni coinvolte, e supportati dalle unità cinofile di Bologna e dal Tredicesimo nucleo elicotteri, hanno eseguito i provvedimenti, emessi dall’ufficio del gip presso il Tribunale di Rimini, a firma del magistrato Fiorella Casadei. 

Nell'ambito dell'intervento, i militari hanno sequestrato 580 grammi di cocaina, 2mila e 608 di hashish, oltre ad una somma di 7mila e 135 euro. Confiscata anche un'Alfa 147, utilizzata dal gruppo per condurre il proprio business. 

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