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Cronaca

Operazione antimafia “Cupola”: 32 condannati. Tra questi 4 sono del Leccese

E’ terminato ieri il processo col rito abbreviato nato dall’inchiesta che nell’ottobre del 2020 minò le fondamenta della nuova criminalità organizzata tarantina

LECCE - Giunge al capolinea il processo col rito abbreviato nato dall’operazione “Cupola” che nell'ottobre del 2020 minò le fondamenta della nuova criminalità organizzata tarantina. Sono 32 le condanne inflitte ieri dal giudice del tribunale di Lecce Marcello Rizzo, quattro delle quali riguardano uomini del Leccese. In particolare: quattro anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione sono stati inflitti a Gianluca Attanasio, 58 anni, di Castrignano del Capo (assistito dall’avvocato Sergio Luceri) a fronte di una richiesta dell’accusa di 4 anni tondi; sei anni, più 30mila euro di multa (il pm aveva chiesto sei anni e 4 mesi) ad Antonio Cioffi, 70, di Nardò (difeso dall’avvocato Stefano Stefanelli); un anno, un mese e dieci giorni, più 1.667 euro di multa (la richiesta era di 6 anni e 8 mesi) a Francesco De Cagna, 55, di Scorrano (difeso dall’avvocato Giuseppe Presicce); quattro anni, due mesi e venti giorni, più 20mila euro di multa, per Fabio Mazzotta, 47 anni, di Copertino (assistito dall’avvocato Ladislao Massari).

Nello stesso procedimento erano coinvolti anche Pierangelo Internò, 58, di Nardò, e Davide Oltremarini, 37anni, di Gallipoli: il primo (difeso dagli avvocati Fabio Pellegrino e Tommaso Valente) sarà giudicato col rito ordinario, mentre il secondo (con l’avvocato Fabio Vincenti) ha patteggiato un anno e quattro mesi.

Nessuno di loro fu destinatario dell’ordinanza cautelare emessa dal giudice Michele Toriello poiché, stando alle carte dell’inchiesta, il loro ruolo sarebbe stato “marginale”, eccetto quello attribuito al primo, ritenuto uno degli uomini della “batteria” capeggiata da Giovanni Caniglia, 51 anni, di Manduria, per il quale la condanna è stata di vent’anni.

Secondo le indagini condotte dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, inoltre, Attanasio si sarebbe reso responsabile, il 9 giugno del 2018, della tentata rapina nel negozio di ferramenta “Via del Mare”, a Manduria. L’azione sarebbe stata compiuta con un altro degli imputati, Valentino Corradino, 31 anni, anche lui del posto (condannato a tre anni, quattro mesi e mille euro di multa) e fu particolarmente violenta: il titolare fu strattonato e furono esplosi quattro colpi di pistola, una calibro 6.35, contro al cliente che aveva cercato di ostacolarli e rimase così ferito al piede.

Quanto a Cioffi, Mazzotta, Oltremarini e De Cagna, l’accusa era quella di aver ricevuto ingenti quantità di droga destinata alle piazze dei loro comuni di residenza.

Il primo, in particolare, avrebbe acquistato da Walter Modeo, 46 anni, di Manduria, (al quale sono stati inflitti 20 anni, sempre in abbreviato) cocaina per 30mila euro, tra luglio del 2018 e febbraio del 2019.

Riguardo a Pierangelo Internò, invece, il suo ruolo sarebbe stato quello di riscuotere le somme di denaro che Caniglia avrebbe estorto al titolare di un circolo ricreativo di Sava, e a due fornitori di slot machine dello stesso club.

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro novanta giorni), gli imputati potranno valutare il ricorso in appello.

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