Operazione “Armonica”, invocato oltre un secolo e mezzo di carcere

Le pene maggiori sono state richieste per Fernando Nocera, ritenuto a capo del sodalizio, e per i fratelli Conversano, considerati suoi “eredi”. Al vaglio del giudice, anche tre assoluzioni

CARMIANO - E’ iniziato questa mattina il processo con rito abbreviato nei riguardi di Fernando Nocera, il 64enne di Carmiano accusato di aver gestito “una rodata struttura criminale” impegnata nel mercato locale della droga. Ed è proprio nei suoi riguardi che la pubblica accusa, rappresentata dal pm della Direzione distrettuale antimafia Carmen Ruggiero, ha invocato una delle condanne più alte: 17 anni e mezzo di reclusione.

Le pene maggiori sono state richieste per i fratelli Corversano che secondo l’inchiesta “Armonica” avrebbero gestito gli affari del gruppo, dopo l’ingresso in carcere (il 18 gennaio 2018) di Nocera: 21 anni e 4 mesi per Davide, 28enne di Carmiano, e 17 anni e 8 mesi per Matteo, 30enne residente a Porto Cesareo.

A decidere le loro sorti sarà il giudice Giovanni Gallo chiamato a valutare anche la posizione degli altri 19 imputati che avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito alternativo: 6 anni e 4 mesi la pena chiesta per Andrea Arnesano, 39enne residente a Carmiano; 6 anni per Liva Comelli, 62enne residente a Udine, moglie di Nocera; 6 anni per Giuliana Cuna, 45enne residente a Monteroni di Lecce; 8 anni per Alessio De Mitri, 30enne residente a Carmiano; 9 anni e 4 mesi per Daniele Esposito, 37enne residente a Carmiano; 8 anni e 4 mesi per Marcello Fella, 59enne residente a Carmiano; 9 anni e 4 mesi per Stefano Garofalo, 32 enne residente a Carmiano; 8 anni e 8 mesi per Andrea Luggeri, 30enne residente a Carmiano; 6 anni e 10 mesi per Diego Pellè, 36enne residente a Carmiano; 6 anni e 8 mesi per Gabriele Pellè; 42 enne residente a Lecce; 3 anni e 4 mesi per Roberto Spedicato, 54enne residente a Gallipoli; un anno e 4 mesi per Fabio Spagnolo, 44enne residente a Porto Cesareo; 2 anni e 2 mesi per Gabriele Tarantino, 40enne domiciliato a Monteroni di Lecce; 8 anni per Graziano Tondi, 22enne residente a Magliano; 6 anni per Andrea Visconti, 27enne residente a Carmiano; assoluzione per Francesco Carrozzo, 34enne residente a Magliano, per Giuseppe Paladini, 52enne residente a Carmiano, e per Torquato Pati, 39enne residente a Monteroni di Lecce. La posizione di Pietro Spalluto, 41enne residente a Torchiarolo, era stata invece stralciata durante l'udienza preliminare a seguito dell’eccezione di nullità del decreto di fissazione per mancato interrogatorio (e non c'è stata dunque una richiesta di 2 anni e 8 mesi di reclusione così come riportato erroneamente in una iniziale stesura dell’articolo).

Nello stesso procedimento erano coinvolti anche Leandro Nico Martena, 33enne residente a Novoli, e Massimiliano D'Arpa, 28enne residente a Carmiano, che non avendo presentato istanza di rito alternativo, saranno giudicati con rito ordinario (il primo davanti alla prima sezione collegiale, per il secondo davanti al tribunale monocratico).

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Il processo è stato aggiornato al 26 maggio, udienza in cui prenderanno la parola gli avvocati difensori Raffaele Benfatto, Gabriele Valentini, Cosimo D’Agostino, Stefano Prontera, Mario Stefanizzi, Ladislao Massari, Valeria Corrado, Luigi Rella, Massimiliano Petrachi, Paolo Spalluto, Tobia Francesco Caputo, Paola Scarcia, Stefano Pati, Francesca Conte, Stefano Bortone, Antonio Favale.

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