Cronaca

Operazione "Bolle di sapone", in 39 a processo dopo l'udienza preliminare

A ottobre il dibattimento nato dall'inchiesta sui detersivi e detergenti contraffatti e venduti come buoni. Due aziende parte civile

LECCE – Si aprirà l’1 ottobre, dinanzi ai giudici della seconda sezione, il processo per i 39 imputati coinvolti nella maxi operazione denominata “Bolle di sapone”, che nel 2013 ha portato, da parte dei militari della guardia di finanza, a uno dei più grossi sequestri di prodotti contraffatti non solo nel ristretto territorio de Salento, ma in tutta Italia. Prodotti come Dash, Dixan, Chanteclair, Infasil e Chilly, venivano contraffatti per finire sugli scaffali di piccoli supermercati e negozi di prodotti per la casa e l’igiene intima.

Lo ha deciso il gup Carlo Cazzella, che ha rinviato a giudizio gli imputati al termine dell’udienza preliminare. Nel corso dell’udienza si sono costituiti parte civile le aziende The Procter & Gamble Company e Real Chimica. Tra gli imputati anche il presunto boss Tommaso Montedoro di Casarano. Nel collegio difensivo gli avvocati Salvatore Centonze, Alessandro Stomeo; Rocco Vincenti; Amilcare Tana; Mario Coppola; Andrea Starace; Luigi Corvaglia; Antonio Savoia; Luigi e Roberto Rella; Luigi Covella; Luca Puce; Stefano Chiriatti; Antonio Romano; Pietrantonio Grieco e Fulvio Pedone.

Gli investigatori della finanza e l’autorità giudiziaria hanno avviato i primi accertamenti nel novembre del 2012 delineando l’organigramma di una presunta associazione per delinquere, con i “cervelli” del gruppo proprio in provincia di Lecce, di proporzioni più vaste di quanto prospettato in prima battuta. Una vera e propria catena di montaggio, diffusa in varie zone d’Italia. Ogni laboratorio o stabilimento aveva un compito ben definito. Presso un magazzino nella zona di Borgagne, frazione di Melendugno, venivano preparati detersivi per la biancheria e per la pulizia della casa e detergenti per l’igiene intima. I contenitori di plastica, nei vari formati, erano invece realizzati in un capannone nella zona di Carpignano Salentino, mentre i tappi di chiusura provenivano da a San Donaci, in provincia di Brindisi.

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