Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Operazione "break open": interrogatorio di garanzia per due degli arrestati

Si è svolto questa mattina, nel carcere di Borgo San Nicola, l'interrogatorio di garanzia di Gennaro Riezzo e Luciano Liuzzi, due dei presunti componenti della banda delle "spaccate". Entrambi hanno scelto di rimanere in silenzio

Foto di Antonio Quarta.

LECCE – Si è svolto questa mattina, nel carcere di Borgo San Nicola, l’interrogatorio di garanzia di Gennaro Riezzo, 42enne di Surbo, e Luciano Liuzzi, 35 anni, originario di Brindisi ma residente a Squinzano, ritenuti dagli inquirenti a capo dell’organizzazione che negli ultimi mesi ha compiuto una lunga serie di furti e di “spaccate” nella provincia di Salento. I due, però, hanno scelto di rimanere in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere dinanzi al gip Annalisa De Benedictis, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei loro confronti. Riezzo inizialmente h anegato gli addebiti, poi ha scelto la via del silenzio. Saranno ascoltati nei prossimi giorni, invece, gli altri quattro destinatari di misura cautelare (degli arresti domiciliari. Si tratta di Giovina Vitale, 42enne; Carmen Coppola, 29 anni (moglie di Liuzzi); Tony Falcone  e Carmelo Prete.

Almeno una decina i colpi addebitati al “gruppo delle spaccate”: l’ultimo, in ordine di tempo, è stato messo a segno martedì notte ai danni della stazione di servizio Q8 che sorge sulla Veglie-Leverano, a poche ore dal blitz della polizia che ha arrestato i membri della banda, dedita anche ad altri furti, ad esempio di autovetture (usate per gli assalti) e persino di circa 400 paletti di metallo, di quelli utilizzati per la coltivazione dei vigneti, da rivendere sul mercato nero. Gli assalti erano veloci e al tempo stesso devastanti.

Se non erano le mazze ferrate a mandare in frantumi le vetrine degli esercizi commerciali, erano le stesse auto, utilizzate a mo’ di ariete per sfondarle. Una volta all’interno dei locali i banditi arraffavano la merce: stecche di sigarette, “gratta e vinci”, denaro, slot machine e macchinette cambia soldi, lasciando dietro di loro una scia di distruzione e devastazione. Colpi studiati con attenzione e cura dei dettagli: le immagini delle telecamere a circuito chiuso, infatti, li hanno immortalati in diverse occasioni, mentre, mischiandosi fra la gente, studiavano i locali per poi poter intervenire nella maniera più adeguata.

Le indagini, coordinate dalla Squadra mobile di Lecce, sono state serrate e veloci. Nell’arco di due mesi gli agenti, coordinati da Michele Abenante (e dai funzionari Rocco Carrozzo ed Elena Raggio), hanno identificato i presunti responsabili, arrestandoli all’alba di ieri. Un lavoro complesso e articolato che ha ricostruito, passo dopo passo, spostamenti e modus operandi della banda, raccogliendo una lunga serie d’indizi e prove schiaccianti. 

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