Cronaca

Operazione "Clean game", ai domiciliari funzionario dei Monopoli di Stato

Ha lasciato il carcere Dario Panico, l'ispettore dei Monopoli di Stato arrestato con le accuse di concussione e concorso esterno nell'ambito dell'operazione denominata "Clean game". I giudici del Tribunale del riesame, infatti, hanno accolto l'istanza dei legali di Panico

LECCE – Ha lasciato il carcere Dario Panico, l’ispettore dei Monopoli di Stato arrestato con le accuse di concussione e concorso esterno nell’ambito dell’operazione denominata “Clean game”. I giudici del Tribunale del riesame, infatti, hanno accolto l’istanza dei legali di Panico  (che si trova ora ai domiciliari), gli avvocati Giampiero Tramacere e Angelo Pallara. E’ stata dunque ridimensionata la figura e l’ipotesi accusatoria nei confronti del 45enne leccese, che ha sempre respinto ogni accusa.

Secondo l’accusa “negli esercizi pubblici nella disponibilità degli indagati risultano installati dispositivi elettronici denominati totem a traversi quali mediante collegamento rete Internet è possibile accedere a giochi illeciti, i quali sono prodotti dalla sua Somec srl e distribuiti dalla Sio srl mediante le imprese riconducibili ai fratelli De Lorenzis anche per interposta persona; nonché gli apparecchi da divertimento riproducenti, mediante alterazione delle componenti hardware e software, il gioco del videopoker e altri giochi illegali”.

L’ipotesi di reato contestata è di esercizio del gioco d’azzardo. Il raggiro ai danni dei giocatori sarebbe avvenuto, secondo l’accusa, grazie al funzionario dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che si sarebbe prestato alla manomissione delle slot machine. Nonostante quegli apparecchi fossero collegati alla rete telematica dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sarebbero stati sistematicamente alterati, in modo da trasmettere solo parzialmente i dati relativi alle giocate. Sottraendo, in questo modo, il denaro all’imposizione tributaria del fisco.

Nei giorni scorsi altri arrestati hanno ottenuto i domiciliari. In particolare i fratelli De Lorenzis (imprenditori di Racale specializzati nel noleggio dei videogiochi, al vertice del gruppo, secondo i pubblici ministeri Carmen Ruggiero e Giuseppe Capoccia), per cui il Riesame ha annullato la contestazione dell’associazione a delinquere di stampo e mafioso e l’aggravante dell’articolo 7.

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