Cronaca

Operazione "Coffee drug": in dieci chiedono l'abbreviato, cinque patteggiamento

Nuove richieste nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee drug” che, a giugno scorso, ha sgominato una presunta organizzazione accusata di aver gestito il mercato della droga cittadina, un grande bazar che dal centro storico, tra la movida, s’irradiava sino ai quartieri periferici, non disdegnando puntate nei comuni dell'hinterland

LECCE – Nuove richieste nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee drug” che, a giugno scorso, ha sgominato una presunta organizzazione accusata di aver gestito il mercato della droga cittadina, un grande bazar che dal centro storico, tra la movida, s’irradiava sino ai quartieri periferici, non disdegnando puntate nei comuni dell'hinterland.

Dieci le richieste di rito abbreviato avanzate al gup Giovanni Gallo. Si tratta di Giovanni Angiulli; Francesco Calogiuri; Sabrina D’Ippolito; Francesco Delli Noci; Elio De Vergori; Angelo Francioso; Andrea Gubello; Giovanni Luzio; Pierpaolo Scarpino e Carmelo Vincenti. Cinque, invece, le richieste di patteggiamento già concordate con il pubblico ministero Paola Guglielmi: Maria Rosaria Cafiero; Marco De Angelis; Carmelo De Filippi; Andrea Luparelli e Annamaria Riotti. Tre le posizioni stralciate, mentre in dodici hanno scelto di non chiedere alcun rito alternativo. Per tutti il giudice deciderà nella prossima udienza fissata per il primo ottobre. Sette, infine, hanno già patteggiato la pena.

L'inchiesta ha avuto inizio nell'ottobre 2011, dopo l'arresto in flagranza di reato di Antonio Nardelli, di Gallipoli, trovato in possesso di un chilo e mezzo di eroina, poco più di un chilo di hascisc e marijuana, e quasi 9 grammi di cocaina. Da lì si è dipanata una complessa attività investigativa, che ha portato all'identificazione dei “soci in affari” di Nardelli, cui era affidato il compito di trasportare lo stupefacente nella città di Lecce. Ciascun indagato, in modo autonomo e in correlazione con gli altri, avrebbe gestito un proprio gruppo di clienti che avrebbe provveduto a rifornire con regolarità.

La Squadra mobile ha eseguito anche alcuni sequestri a riscontro delle conversazioni intercettate. Sequestri che hanno permesso di rinvenire in possesso dei clienti le dosi di stupefacente cedute poco prima dagli indagati. Gli accordi relativi alle consegne di stupefacente avvenivano mediante l'uso di un linguaggio convenzionale che gli indagati ritenevano idoneo ad eludere eventuali operazioni di intercettazione da parte delle forze dell'ordine.

Nel collegio difensivo gli avvocati Massimiliano Petrachi, Giuseppe e Michele Bonsegna; Giuseppe Quarta; Luigi Rella; Alessandro Costantini Dal Sant; Laura Serafino; Cosimo Rampino e Francesco Piro.

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