Cronaca

Operazione "Coffee drug", in dodici scelgono l'abbreviato, dieci finiscono a giudizio

Nuovi parziali verdetti nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee drug” che, a giugno del 2014, ha sgominato una presunta organizzazione accusata di aver gestito il mercato della droga cittadina, un grande bazar che dal centro storico, tra la movida, s’irradiava sino ai quartieri periferici, non disdegnando puntate nei comuni dell'hinterland

LECCE – Nuovi parziali verdetti nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee drug” che, a giugno del 2014, ha sgominato una presunta organizzazione accusata di aver gestito il mercato della droga cittadina, un grande bazar che dal centro storico, tra la movida, s’irradiava sino ai quartieri periferici, non disdegnando puntate nei comuni dell'hinterland.

In dodici hanno scelto il rito abbreviato dinanzi al gup Giovanni Gallo. Si tratta di Engiellibus Arapi; Francesco Calogiuri; Sabrina D’Ippolito; Francesco Delli Noci; Elio De Vergori; Angelo Francioso; Andrea Gubello; Andrea Luparelli; Giovanni Luzio; Gabriella Raho; Pierpaolo Scarpino, e Andrea Taurino. Cinque, invece, le richieste di patteggiamento già concordate con il pubblico ministero Paola Guglielmi: Maria Rosaria Cafiero; Marco De Angelis; Carmelo De Filippi; Annamaria Riotti e Carmelo Vincenti. Dieci, invece, gli imputati rinviati a giudizio: Jasmin Beherem; Antonio Calò; Alessandro Chiarello; Zermolo D’Orfeo; Giovanni Pignatelli; Alessandro Rizzo; Jonathan Sbrò; Evelyn Scalise; Aleksandra Maria Smik e Fabiola Spedicato. Richiesta di messa alla prova, infine, per Giovanni Angiulli.

Gli abbreviati e le richieste di patteggiamento saranno discussi nella prossima udienza fissata per il 26 novembre.

L'inchiesta ha avuto inizio nell'ottobre 2011, dopo l'arresto in flagranza di reato di Antonio Nardelli, di Gallipoli, trovato in possesso di un chilo e mezzo di eroina, poco più di un chilo di hascisc e marijuana, e quasi 9 grammi di cocaina. Da lì si è dipanata una complessa attività investigativa, che ha portato all'identificazione dei “soci in affari” di Nardelli, cui era affidato il compito di trasportare lo stupefacente nella città di Lecce. Ciascun indagato, in modo autonomo e in correlazione con gli altri, avrebbe gestito un proprio gruppo di clienti che avrebbe provveduto a rifornire con regolarità.

La Squadra mobile ha eseguito anche alcuni sequestri a riscontro delle conversazioni intercettate. Sequestri che hanno permesso di rinvenire in possesso dei clienti le dosi di stupefacente cedute poco prima dagli indagati. Gli accordi relativi alle consegne di stupefacente avvenivano mediante l'uso di un linguaggio convenzionale che gli indagati ritenevano idoneo ad eludere eventuali operazioni di intercettazione da parte delle forze dell'ordine.

Nel collegio difensivo gli avvocati Massimiliano Petrachi, Giuseppe e Michele Bonsegna; Giuseppe Quarta; Luigi Rella; Alessandro Costantini Dal Sant; Alexia Pinto; Laura Serafino; Cosimo Rampino e Francesco Piro.

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