Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Operazione "Coffee drug", torna in libertà uno degli arrestati dopo la pronuncia del Riesame

E' tornato in libertà Andrea Scazzi, 44enne leccese, una delle persone arrestate a giugno scorso nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee drug”. Il tribunale del Riesame ha accolto l'appello presentato dal legale del 44enne, l'avvocato Cosimo D'Agostino

LECCE – E’ tornato in libertà Andrea Scazzi, 44enne leccese, una delle persone arrestate a giugno scorso nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee drug”, che aveva sgominato una presunta organizzazione accusata di aver gestito il mercato della droga cittadina, un grande bazar che dal centro storico, tra la movida, s’irradiava sino ai quartieri periferici, non disdegnando puntate nei comuni dell'hinterland.

Il tribunale del Riesame del capoluogo salentino ha accolto l’appello presentato dal legale del 44enne, l’avvocato Cosimo D’Agostino, che ha evidenziato la lieve entità dei fatti contestati al suo assistito (accusato di singoli e sporadici episodi di spaccio di sostanze stupefacenti) e come l’unico precedente a suo carico risalga a ben quindici anni prima. Inoltre, sotto il profilo giuridico, l’avvocato D’Agostino ha già concordato il patteggiamento con il pubblico ministero titolare del procedimento, Paola Guglielmi. Elementi che hanno trovato pieno accoglimento nei giudici del Riesame, che hanno sostituto gli arresti domiciliari con la sola misura dell’obbligo di dimora.

L'inchiesta è iniziata nell'ottobre 2011, dopo l'arresto in flagranza di reato di Antonio Nardelli, di Gallipoli, trovato in possesso di un chilo e mezzo di eroina, poco più di un chilo di hascisc e marijuana, e quasi 9 grammi di cocaina. Da lì si è dipanata una complessa attività investigativa, che ha portato all'identificazione dei “soci in affari” di Nardelli, cui era affidato il compito di trasportare lo stupefacente nella città di Lecce. Ciascun indagato, in modo autonomo ed in correlazione con gli altri, gestiva un proprio gruppo di clienti che provvedeva a rifornire con regolarità.

La Squadra mobile ha eseguito anche alcuni sequestri a riscontro delle conversazioni intercettate. Sequestri che hanno permesso di rinvenire in possesso dei clienti le dosi di stupefacente cedute poco prima dagli indagati. Gli accordi relativi alle consegne di stupefacente avvenivano mediante l'uso di un linguaggio convenzionale che gli indagati ritenevano idoneo ad eludere eventuali operazioni di intercettazione da parte delle forze dell'ordine.

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