Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Operazione Diarchia, primi interrogatori in carcere tra silenzi e contestazioni

Dinanzi al gip sono comparsi, per l'udienza di convalida del fermo, alcuni degli arrestati. Domani toccherà a Tommaso Montedoro

LECCE – Primi interrogatori in carcere per le 14 persone arrestate martedì notte perché legate al presunto sodalizio mafioso diretto da Tommaso Montedoro, operante a Casarano e nei comuni limitrofi. Tra i reati contestati, a vario titolo, ai destinatari del fermo vi sono: associazione mafiosa, tentato omicidio aggravato, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, ricettazione e furto aggravato.

Dinanzi al gip Alcide Maritati per l’udienza di convalida, nel carcere di Borgo San Nicola, sono comparsi alcuni degli arrestati. In particolare Damiano Cosimo Autunno, e Luca Del Genio, ritenuti dagli inquirenti due dei luogotenenti del presunto boss. Autunno, in particolare, è da sempre legato alla figura di Montedoro, mentre il secondo è considerato un soggetto emergente nel panorama criminale locale. Dinanzi al giudice anche Maurizio Provenzano, considerato uno dei più attivi nel clan nel traffico di sostanze stupefacenti, anche avvalendosi di emissari albanesi. I proventi delle attività illecite erano di sovente reimpiegati per avviare lecite attività imprenditoriali. In tale particolare ruolo, si sarebbe distinto Marco Petracca, insospettabile incensurato gestore di una rivendita Outlet di abbigliamento, di fatto cassiere del gruppo criminale e naturale referente di Montedoro, in via esclusiva. Convalida del fermo anche per Andrea Del Genio, accusato con il cugino Luca del tentato omicidio di Luigi Spennato, il 41enne di Casarano gravemente ferito a colpi di pistola e kalashnikov il 28 novembre scorso.

Gli arrestati si sono quasi tutti avvalsi della facoltà di non rispondere, fornendo solo alcune spontanee dichiarazioni in cui hanno negato gli addebiti, precisando di non essere i soggetti intercettati nell’ambito delle indagini. Nel collegio difensivo l’avvocato Mario Coppola.

Domani sarà sentito Tommaso Montedoro, ritenuto a capo del gruppo, presunto mandante del tentato omicidio di Spennato e in grado di gestire, nonostante gli arresti domiciliari in Liguria, gli affari e i movimenti del clan, fino a progettare (secondo quanto ipotizzato dai carabinieri) un nuovo omicidio, quello di Ivan Caraccio, reo di avere tradito la fiducia del gruppo.

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