Cronaca

Operazione “Froth”, nuovi interrogatori: vige sempre la regola del silenzio

Solo in due su nove, tra gli arrestati ascoltati oggi, hanno risposto alle domande del gip, Annalisa De Benedictis, respingendo le accuse. Confermato l'utilizzo della parola "minuti" per riferirsi alla droga, ma l'uso sarebbe stato personale

Il penitenziario di Borgo San Nicola dove si sono tenuti gli interrogatori.

LECCE – Nuovi interrogatori di garanzia nell’ambito dell’operazione condotta dalla guardia di finanza di Lecce, e denominata “Froth”, che ha sgominato un presunto sodalizio criminale dedito al traffico e alo spaccio di sostanze stupefacenti. Dinanzi al gip Annalisa De Benedictis, che ha emesso le misure cautelari nei loro confronti, sono comparsi Rocco Salvatore Amendolara, 36 anni, di Maglie; Antonio Pisanò, 38 anni, di Novoli; Dhori Tole, albanese di 23 anni; Alessio Bellanova, detto “Gabibbo”, o “Nipotino”, 31enne di Campi Salentina; Antonio Conte, 29enne di Lecce; Triska D’Amato, leccese di 25 anni; Maria Dell’Anna, detta “Ilaria”, leccese di 33 anni; Pietro Bellanova, detto “Piero”, 62enne di Brindisi.

Solo Amendolara e Pisanò hanno risposto alle domande del gip, respingendo le accuse loro contestate ma confermando che con la parola minuti si intendeva la droga, destinata però solo a uso personale. Gli altri hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori delle altre persone arrestate proseguiranno domani. Davide Vadacca, 31enne leccese ritenuto a capo del presunto sodalizio, sarà interrogato per rogatoria poiché detenuto in un’altra regione. Discorso analogo per Antonio Nicola Tanzi, 48enne di Mola di Bari; e Teodoro Di Lauro, detto “Rino”, brindisino di 57 anni.

L’attività investigativa (coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia e dal capitano Laura Patriarca) è cominciata nel mese di maggio del 2012, e ha permesso di delineare l’organigramma di un’organizzazione operante a Lecce, in particolar modo nella zona 167 del capoluogo salentino, e nei comuni limitrofi. Si tratta di uno dei filoni di indagine, concertato sul bazar della droga del tacco d’Italia. Un mercato che non vede più la differenziazione fra tipologie di sostanze, I gruppi che, in un primo momento, erano specializzati nella vendita di un solo tipo di droga hanno allargato, successivamente, la “merce”, includendo droga per ogni gusto e alla portata di ogni tasca.

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