Operazione Micosca, slitta il processo. Le compagnie: meno risarcimenti

La prima udienza è stat rinviata ad aprile. Secondo la UnipolSai dopo l'inchiesta vi è stato un crollo delle richieste risarcitorie

LECCE – Da un alto c’è un processo che, a distanza di anni, deve ancora iniziare. Dall’altro i dati, forniti da alcune compagnie assicurative (tra cui la UnipolSai assistita dall’avvocato Maurizio Merlini del Foro di Bologna, altre compagnie sono assistite dall’avvocato Andrea Starace) che evidenziano una sensibile diminuzione delle richieste risarcitorie in provincia di Lecce dopo l’inchiesta e le misure cautelari (annullate poi dal Riesame) emesse nell’ambito dell'operazione Micosca, incentrata su una lunga serie di falsi incidenti stradali finalizzati alle truffe assicurative, con 37 episodi contestati tra il 2008 e il 2010. Un doppio binario che, al di là degli addebiti contestati agli imputati, ancora tutti da dimostrare, fa riflettere su una condotta (illecita) assai diffusa e comune alle nostre latitudini, in cui le assicurazioni sono vacche grasse da mungere, salvo poi far ricadere sulla collettività costi e oneri.

La prima udienza del processo, prevista per oggi, è slittata al 7 aprile per un impedimento del collegio giudicante. Le indagini, condotte dalla polizia stradale di Lecce, sotto la guida dal vicequestore aggiunto Lucia Tondo, e coordinate dal sostituto procuratore Antonio Negro, furono avviate nel 2013. Secondo l’ipotesi accusatoria, per riscuotere ingenti premi assicurativi dopo il “ferimento” nel sinistro, gli imputati avrebbero dichiarato il massimo degli occupanti nell’abitacolo. Ognuno di loro avrebbe percepito somme in denaro comprese tra i 300 e i duemila euro. A insospettire le compagnie e gli inquirenti sono stati in alcuni casi i referti medici. Alcune diagnosi riportate sui certificati, infatti, sono state rilasciate a un solo minuto di distanza. Cosa improbabile. Altra incongruenza agli occhi degli inquirenti, il tasso di incidenti che ricadeva sulle stesse agenzie assicurative e più o meno delle stesse aree del Salento. Tra i legali degli imputati gli avvocati Maurizio Papa, Giuseppe Corleto, Americo Barba, Giancarlo Dei Lazzaretti e Viola Messa.

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