Operazione "Minor", condanne lievi per gli imputati, cadono accuse principali

Si tratta degli imputati coinvolti nell'inchiesta sull'utilizzo dei fondi destinati alla comunità "L'Aquilone" di Galatina“

LECCE – Tre condanne inflitte nel giudizio con il rito abbreviato, dinanzi al gup Antonia Martalò, nell’ambito dell’inchiesta sull’indebito utilizzo dei fondi destinati agli ospiti alla comunità “L’Aquilone” di Galatina. Due anni e due mesi per Bruno Dollorenzo (per cui l’accusa aveva chiesto sei anni), due anni, pena sospesa, per la moglie Laura Martinucci (a fronte di una richiesta di 5 anni e quattro mesi), e otto mesi per la madre di quest’ultima, Maria Luce Romano (4 anni la richiesta). Si tratta dei responsabili delle cooperative “Nuovi Incontri” e “Ali della vita” (entrambe assolte). Gli imputati sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, dall’accusa di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e condannati solo per due episodi di malversazione in danno dello Stato (per l’acquisto di un immobile e una barca) e assolti da tutti gli altri. Gli imputati sono assististi dagli avvocati Mario Coppola e Francesca Conte.

Dall’inchiesta, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce, guidato dal colonnello Nicola De Santis, e coordinata dal pubblico ministero Stefania Mininni, è emerso che i fondi ottenuti sarebbero stati utilizzati in maniera illecita, con l’acquisto di case, terreni e anche una barca. Sotto la lente degli investigatori sono finiti i finanziamenti erogati a livello nazionale, regionale e dai singoli comuni dal 2008 fino al 2013. Sono numerosi i comuni che hanno usufruito del servizio di affido residenziale di minori: Aradeo, Cutrofiano, Galatina Campi Salentina, Cavallino, Corigliano d’Otranto, Francavilla Fontana, Latiano, Leverano, Maglie, Melpignano, Otranto, Salice Salentino e San Cesario. Le fiamme gialle hanno subito riscontrato irregolarità nella richiesta e gestione dei fondi erogati per l’attività, che risultava gestita da due cooperative sociali di Galatina, riconducibili alla stessa famiglia, le quali, senza le necessarie autorizzazioni regionali e comunali, avrebbero svolto illecitamente l’attività al fine di percepire indebitamente i contributi erogati. Per ogni ospite della struttura era versata una somma di circa 75 euro.

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A dicembre del 2015, su disposizione del gip Simona Panzera, erano finiti sotto sequestro (per equivalente) quattro immobili, terreni a Galatina e Sogliano Cavour, un’imbarcazione da 12 metri ormeggiata nel porto di Gallipoli, e disponibilità finanziarie depositate su conti correnti pari a circa 110mila euro. Un immobile e la barca sono stati confiscati. 

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