Operazione "Minor", in tre scelgono l'abbreviato per finanziamenti illeciti

Si tratta degli imputati coinvolti nell’inchiesta sull’utilizzo dei fondi destinati alla comunità “L’Aquilone” di Galatina

LECCE – Hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato le tre persone coinvolte nell’ambito dell’inchiesta sull’indebito utilizzo dei fondi destinati agli ospiti alla comunità “L’Aquilone” di Galatina. Il gup Antonia Martalò ha fissato l’udienza al prossimo 2 febbraio nei confronti di Bruno Dollorenzo, della moglie Laura Martinucci, e la madre di quest’ultima, Maria Luce Romano. Si tratta dei responsabili delle cooperative “Nuovi Incontri” e “Ali della vita”, accusati di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione in danno dello Stato. Gli imputati sono assististi dagli avvocati Mario Coppola e Francesca Conte.

Dall’inchiesta, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce, guidato dal colonnello Nicola De Santis, e coordinata dal pubblico ministero Stefania Mininni, è emerso che i fondi ottenuti sarebbero stati utilizzati in maniera illecita, con l’acquisto di case, terreni e anche una barca. Sotto la lente degli investigatori sono finiti i finanziamenti erogati a livello nazionale, regionale e dai singoli comuni dal 2008 fino al 2013. Sono numerosi i comuni che hanno usufruito del servizio di affido residenziale di minori: Aradeo, Cutrofiano, Galatina Campi Salentina, Cavallino, Corigliano d’Otranto, Francavilla Fontana, Latiano, Leverano, Maglie, Melpignano, Otranto, Salice Salentino e San Cesario. Le fiamme gialle hanno subito riscontrato irregolarità nella richiesta e gestione dei fondi erogati per l’attività, che risultava gestita da due cooperative sociali di Galatina, riconducibili alla stessa famiglia, le quali, senza le necessarie autorizzazioni regionali e comunali, avrebbero svolto illecitamente l’attività al fine di percepire indebitamente i contributi erogati. Per ogni ospite della struttura era versata una somma di circa 75 euro.

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A dicembre del 2015, su disposizione del gip Simona Panzera, erano finiti sotto sequestro (per equivalente) quattro immobili, terreni a Galatina e Sogliano Cavour, un’imbarcazione da 12 metri ormeggiata nel porto di Gallipoli, e disponibilità finanziarie depositate su conti correnti pari a circa 110mila euro.

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