Operazione Network, due degli indagati scelgono di patteggiare la pena

Ha patteggiato una condanna a 4 anni e otto mesi (e 20mila euro di multa) Antonio Giordano, 64enne di Cavallino coinvolto nell'operazione denominata "Network". Pena più lieve per un 30enne leccese. Entrambe le sentenze sono state emesse dal gip Giovanni Gallo

LECCE – Ha patteggiato una condanna a 4 anni e otto mesi (e 20mila euro di multa) Antonio Giordano, 64enne di Cavallino coinvolto nell’operazione denominata “Network”, che ha portato ad un blitz congiunto, al termine di due filoni di indagine condotte dai carabinieri del Ros e dalla Squadra mobile della questura leccese. Denominata “Alta marea” la prima, condotta dal mese di agosto del 2012, fino  a maggio 2013, e “Terra d’Acaia”, da aprile 2010 al mese di settembre del 2011, la seconda, le due attività sono confluite in un’unica operazione. In particolare il 64enne rispondeva di vicende legate al traffico di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito della stessa vicenda ha patteggiato la pena, a 1 anno e otto mesi (e 2mila euro di multa), anche Dario Calamaio, 30enne leccese. Le sentenze sono state emesse dal gip Giovanni Gallo. I due sono assististi dagli avvocati Umberto Leo e Ilaria Calogiuri.

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Tra le figure chiave dell’inchiesta, oltre i vari i vari Leo, Nisi, Briganti e De Matteis, anche la Ingrosso. Secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Alessandro Verardi, la 34enne avrebbe avuto un ruolo importante all’interno del gruppo, elaborando strategie e decisioni autonome. Un ruolo confermato da uno carteggio tra i due, le cui missive sono poi state consegnate da Verardi agli inquirenti. Fondamentali, nel corso delle indagini, si sono rivelate le intercettazioni telefoniche e ambientali ai danni dello stesso Leo, che ha così svelato strategie e interessi dei gruppi criminali. 

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