Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Operazione "Oceano", udienza preliminare: tre a processo, 14 in abbreviato

L'indagine nei confronti di una presunta associazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti

LECCE – In quattordici hanno scelto l’abbreviato, mentre tre sono stati rinviati a giudizio. E’ questo il bilancio dell’udienza preliminare dell’operazione “Oceano” condotta dai finanzieri del Gico del Nucleo di polizia tributaria di Lecce, con il coordinamento dell’ex procuratore Cataldo Motta e dal sostituto Guglielmo Cataldi, della Direzione distrettuale antimafia nei confronti dei componenti di una presunta associazione per delinquere dedita all’introduzione e al successivo commercio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo eroina, marijuana e cocaina.

Il gup ha rinviato a giudizio Alessio Bellanova, 34 anni di Campi Salentina; Lorenzo Serra, 54enne di Lizzanello; e Maurizio Vernich, 39enne di Lecce (questi ultimi due sono assistiti dall'avvocato Marco Castelluzzo). A Vernich e Serra, figure marginali nell'inchiesta, è contestato il reato di accettazione di scommesse sportive non autorizzate. Il processo si aprirà il prossimo 23 maggio.

Saranno giudicati con il rito abbreviato: Giuseppe Mero, 52 anni di Cavallino; Alessandro Scalinci, 32enne di Campi Salentina; Tommaso Danese, 40 anni di Lecce (ma residente a Torino); Alessandro Quarta, 33enne di Copertino; Cristian Giannone, 41enne di Cavallino, finanziere della compagnia di Lecce, cui è contestato il reato di rivelazione di segreto d’ufficio; Davide Giovine, 38enne di Statte; Ervin Gerbaj, 35enne albanese (senza fissa dimora); Christian Montanaro, 29 anni, di Taranto; Marenglen Halka, 35 anni, di Fier;  Marjus Halka, 32 anni; Hendri Kapllani, 29 anni, di Valona; Gianluca Lorè, 33 anni di Brindisi; Dario Profka, 26 anni, di Valona; Dhori Tole, 25 anni, di Korce ma residente Lecce; Viktor Shaolli, 32 anni di Fier; Ermal Resulaj, 36enne albanese residente a Parabita.

Tra i legali degli indagati gli avvocati Alessandro Costantini Dal Sant, Alexia Pinto, Ladislao Massari, Francesco Calabro, Luigi e Roberto Rella, Amedeo Martina, Giuseppe De Luca, Fulvio Pedone e Francesco Delli Noci.

Le fiamme gialle hanno sgominato una pericolosa organizzazione composta da soggetti di nazionalità italiana e albanese operante nel territorio salentino e jonico. In particolare nei comuni di Lecce, Gallipoli, Guagnano, Brindisi, Taranto, Massafra e Statte. Le indagini, condotte dal Gruppo operativo antidroga della Guardia di finanza di Lecce, hanno evidenziato l’organizzazione criminale fosse strutturata secondo una precisa ripartizione dei ruoli.  In particolare, è emerso come agli albanesi fosse affidato il compito di curare gli approvvigionamenti di stupefacente, relazionandosi con i fornitori in Albania, e di gestire i proventi del traffico. I referenti italiani (passaggio obbligato per gli albanesi) curavano gli aspetti “logistici”, individuando e mettendo a disposizione i “depositi” per l’occultamento della droga, e gli automezzi per favorirne gli spostamenti, fungendo essi stessi anche da “corrieri”.

Tutti i componenti dell’organizzazione si relazionavano con i “clienti” per distribuire sul mercato locale e nazionale le partite di stupefacenti ed assicurarsi il pagamento dei quantitativi di droga già ceduti. In caso di mancato pagamento, l’organizzazione non esitava a ostentare il possesso di armi da fuoco per indurre gli acquirenti a saldare i debiti contratti nell’acquisizione dello stupefacente.

Le complesse attività d’indagine svolte dai finanzieri delle unità antidroga, hanno consentito di individuare oltre quaranta episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, sfociati in numerosi interventi eseguiti a Lecce, Cavallino, Milano, Frigole, Soleto, Taranto e Milano. Arrestati in flagranza di reato di 12 corrieri, fermati altri due soggetti e sequestrati 14 chilogrammi di eroina, 136 di marijuana, uno di cocaina, tre Kalashnikov con relativo munizionamento e un natante impiegato dall’organizzazione per il trasporto di droga sulle coste salentine dalla dirimpettaia Albania.

Fondamentali si sono rivelate le intercettazioni ambientali e del servizio di messaggistica utilizzato dal gruppo criminale, oltre ai pedinamenti e gli appostamenti.

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