Operazione "Omega", tornano in libertà alcuni degli arrestati nel blitz

I giudici del Riesame hanno accolto l'istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati Cosimo D'Agostino e Rocco Vincenti

LECCE – Sono tornati in libertà alcuni degli arrestati nell’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e condotta all’alba del 12 dicembre scorso dai carabinieri del Comando provinciale di Brindisi. Il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza dei difensori e disposto la liberazione di Cristian Cagnazzo, 30enne di Leverano, e Gabriele Ingusci, 36enne di Nardò (assistiti dall’avvocato Cosimo D’Agostino); e Stefano Immorlano, 35enne di Campi Salentina, assistito dall’avvocato Rocco Vincenti. Per tutti l’accusa è di associazione finalizzata al traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. Nei giorni scorsi il gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, aveva attenuato la misura cautelare, concedendo gli arresti domiciliari, annullati ora dal Riesame. Per le motivazioni bisognerà attendere 45 giorni.

L’inchiesta, nata dall’omicidio di Antonio Presta (il 5 settembre del 2012), 29 anni, figlio di un personaggio della vecchia Scu, Gianfranco Presta, 55enne collaboratore di giustizia che nel 2009 aveva definitivamente perduto il programma di protezione a causa del coinvolgimento in alcune rapine compiute proprio assieme al figlio, ha fatto emergere l’esistenza di un gruppo criminale dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti tra Cellino e San Donaci, con ramificazioni nel leccese.

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Al vertice del gruppo, secondo gli inquirenti, Pietro Soleti, capo indiscusso del sodalizio di San Donaci, che si avvaleva dei suoi luogotenenti Floriano Chirivì e Benito Clemente”. Tra i canali di approvvigionamento della droga il capoluogo salentino, approdo privilegiato verso l’Albania. Non solo droga, però, tra gli affari del clan ma armi, attraverso la figura del 33enne Gennaro Hajdari (alias Tony Montenegro), di etnia Rom, nato a Palermo ma residente nel “Campo Panareo” a Lecce, attualmente latitante.

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