Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Operazione Perseo, all'alba dodici arresti per estorsione e traffico di stupefacenti

I militari del comando provinciale hanno eseguito, fin dalle prime luci del giorno, le misure nei confronti di un gruppo di persone ritenuto, a vario titolo, responsabile di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e alle estorsioni

Una delle fasi dell'operazione

SALICE SALENTINO – Perseo, figlio di Zeus e della mitologia, ha dato il nome all’operazione. I carabinieri della compagnia di Campi Salentina, guidati dal maggiore Nicola Fasciano, hanno ghigliottinato un’associazione criminale del posto. Esattamente come la testa recisa di Medusa che “Il Perseo” tiene in mano, nella nota statua realizzata nel Cinquecento da Benvenuto Cellini. Sin dalle prime ore del giorno, i militari del comando provinciale dei carabinieri di Lecce, con l’ausilio di cani e di un elicottero, hanno eseguito una serie di ordinanze di custodia cautelare a carico di 12 persone (tra cui 11 in carcere e una ai domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e alle estorsioni. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò.

Le persone fermate farebbero parte di un gruppo criminale operante nel nord Salento, in particolare a Salice Salentino, ma operanti anche nei paesi limitrofi. Nel corso delle indagini sono state arrestate cinque persone in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti e porto abusivo di pistola (ne sono state rinvenute tre, con relativo munizionamento) ed è stato recuperato oltre un chilogrammo di droga.

A finire nei guai: Antonio Capocello, 32enne residente a Salice Salentino e noto alle forze dell’ordine; Dario De Pascalis, 25enne residente a Salice Salentino, censurato; Gianluigi Guerrieri, operaio 20enne nato a San Pietro Vernotico ma domiciliato in Germania; Francesco Leuzzi, operaio 25enne residente a Guagnano, censurato; Tonio Mangiulli, operaio 36enne di Salice Salentino, censurato e domiciliato in Spagna; Andrea Marcellino, autotrasportatore 30enne di salice salentino, anche lui noto, Antonio Mogavero, 29enne di Salice Salentino, censurato; Giovanbattista Nobile, 28enne di Salice Salentino già noto; Raffaele Schiavone, 22enne di Salice salentino già noto alle forze dell’ordine; Simone Armando, commerciante 42enne di Salice Salentino, già noto, Gabriele Timo, 24enne nato a San Pietro Vernotico ma residente a Campi Salentina e, infine, Maura Tonia Daniela Spedicato, 31enne residente a Novoli, ristretta agli arresti domiciliari. Nove le persone tratte in arresto questa mattina, tre rimangono da ricercare poiché nel frattempo hanno raggiunto Spagna e Germania per motivi di lavoro. Sul loro conto sono stati emessi due mandati d’arresto europei.

Gli indagati a piede libero, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, sono invece: D.F.A., di 31 anni, M.C., coetaneo, M.S., classe 26enne, P.D., classe 21 anni, residenti a Salice Salentino, e di T.V., classe 22enne, di Veglie. Secondo gli inquirenti, avrebbero rivestito un ruolo marginale all’interno del sodalizio.

Il blitz è scattato alle quattro di questa mattina. Oltre ai militari di Campi Salentina, hanno partecipato anche i colleghi del Reparto operativo di Lecce, delle compagnie carabinieri di Lecce, Maglie, Gallipoli e Casarano, delIMG_9076-2le stazioni dipendenti dalla compagnia campiota, con l’ausilio di una unità cinofila dei carabinieri di Modugno, due unità cinofile della guardia di finanza di Lecce, e una pattuglia del Nucleo di polizia tributaria di Lecce della delle fiamme gialle, supportati dall’alto da un elicottero e quattro militari del 6° Elinucleo carabinieri di Bari. In totale hanno preso parte alle attività 68 carabinieri, 4 finanzieri, 3 cani anti-droga. I mezzi impiegati sono stati 31 a terra e un elicottero.

L’attività investigativa, coordinata dal pubblico ministero Paola Guglielmi, ha avuto inizio a maggio del 2011 e ha fornito gli ultimi riscontri nel mese di aprile di quest’anno. L'indagine prese il via con l’arresto di Tiziana Leone, casalinga incensurata del posto, sorpresa con 248 grammi di cocaina e la somma di 785 euro. La donna, in sede di interrogatorio, dichiarò di essere la custode di quello stupefacente, indicando il proprietario nella figura di Giovambattista Nobile, noto malavitoso di Salice Salentino, arrestato nel maggio 2012 per porto illegale di una pistola calibro 7,65, completa di 12 proiettili. Il ragazzo, peraltro, fu fermato, per un episodio di violenza domestica. Il nonno del giovane si rivolse ai carabinieri, per chiedere un intervento: il 28enne, munito di un’arma, minacciò di uccidere il proprio padre. Al vertice dell’organigramma dell'associazione stanata all'alba, ci sarebbe proprio Nobile.

Nelle prime fasi investigative, nell'abitazione di Tiziana Leone,  i militari dell’Arma del Nucleo operativo e radiomobile trovarono una cassaforte, nella quale era custodito lo stupefacente, simile a quella che fu poi scoperta anche in casa di Mogavero, ritenuta una delle figure di raccordo tra i "soci" del business della droga. Nell'organizzazione,  lo spaccio di cocaina era affiancato a quello di marijuana e hashish, oltre a una serie di attività collaterali tra cui  le estorsioni commesse ai danni di “clienti” debitori per l’acquisto di stupefacente. Nel corso delle attività  sono stati documentati 56 casi di cessione di stupefacenti e recuperati quasi mezzo chilogrammo di cocaina, 150 grammi di hashish e 250 di marijuana. Nobile, Mangiulli e Schiavone sono stati anche ritenuti responsabili di due episodi di estorsione, in concorso. In più di una occasione, infatti, gli acquirenti dello stupefacente che avevano accumulato debiti, avrebbero subito “sequestri preventivi” di beni personali, come autovetture e carte bancomat, come garanzia del credito da riscuotere, fino al momento del debito saldato.

Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, e ai pedinamenti, gli uomini dell’Arma hanno ricucito il vasto intreccio, composto da relazioni snodate nel territorio nord salentino. Punto nevralgico il traffico di droga, collocato tra Albania, Calabria  il circondario di Torchiarolo, come lo stesso procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, ha tenuto a precisare nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta presso il comando provinciale dell'Arma.

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