Operazione "staffetta", in sette dinanzi al gip scelgono la via del silenzio

Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere. Il blitz nei confronti di un'organizzazione dedita allo spaccio

LECCE – Primi interrogatori nell’ambito dell’operazione “Staffetta”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo e del reparto operativo di Lecce nei confronti di una presunta organizzazione dedita allo spaccio di cocaina ed eroina nel nord Salento. Nove dei 32 indagati sono stati arrestati. Sette di loro: Alessio Fortunato, di 33 anni, già detenuto; Marco Maddalo, 32enne; Fabrizio Mangeli, di 48 anni; Fausto Poso, 32enne; Marco Rapanà, di 29 anni; Raffaele Rapanà, di 23 anni; ed Emilio Scozzi, 24enne, sono comparsi dinanzi al gip Simona Panzera, che ha messo l’ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti, per l’interrogatorio di garanzia. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ladislao Massari, Antonio Degli Atti, Andrea Starace, Antonio Savoia e Stefano Prontera.

Georgia Bagordo, di 21 anni, compagna di uno degli arrestati, ristretta ai domiciliari perché all'ottavo mese di gravidanza, sarà sentita domani, mentre Alberto Mangeli, di 50 anni, ricoverato a Brindisi, sarà interrogato per rogatoria.

L’inchiesta ha avuto origine dalle ricerche del latitante, Fabio Perrone, poi arrestato il 9 gennaio scorso. Nell’ambito dell’indagine, gli inquirenti hanno orientato il proprio zoom investigativo sul gruppo attivo nel triangolo composto dai comuni di Squinzano, Trepuzzi  e Campi Salentina.

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I membri di questa organizzazione sono ritenuti inseriti nel contesto della criminalità organizzata, riconducibile ad Alessio Fortunato, il 33enne di Squinzano (attualmente detenuto per estorsione aggravata dal mese di marzo, e coinvolto nell'operazione Vortice- Dejà-vu del 2014, per poi essere assolto) e noto perché ritenuto vicino al clan “Notaro” della Sacra corona unita, attivo a Squinzano. Il nome dell’operazione trae spunto dal modus operandi del gruppo, organizzato con veri e propri turni di lavoro. Una reperibilità costante per un numero davvero impressionante di clienti (a volte, persino cento “ordinazioni” di stupefacente in un solo giorno), grazie a un numero di cellulare di servizio. E’ proprio grazie a quell’utenza telefonica, intestata a un ignaro cittadino, che i militari del comando provinciale leccese, guidati dal colonnello Giampaolo Zanchi, sono stati in grado di risalire e poi stanare, la rete tentacolare degli altri numeri telefonici.

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