Cronaca

Operazione "Tabula rasa": chiesti oltre 30 anni di carcere per la banda dei predoni

Condanne per oltre trent'anni di carcere sono stati chieste dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, nel corso del giudizio con rito abbreviato scaturito dall'operazione condotta nel febbraio 2011 dai carabinieri di Tricase

LECCE – Condanne per oltre trent’anni di carcere sono stati chiesti dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia, nel corso del giudizio con rito abbreviato scaturito nell’ambito della cosiddetta operazione “Tabula rasa”, condotta nel febbraio 2011 dai carabinieri della compagnia di Tricase, guidata dal capitano Andrea Bettini. I militari dell’Arma la denominarono così perché il sodalizio criminale era dedito a furti di ogni genere, che si trasformavano in vere e proprie razzie. Veri e propri predoni, che avrebbero messo a segno decine di colpi in tutto il basso Salento, rubando mezzi, assaltando uffici postali e svaligiando esercizi commerciali e abitazioni. Furono sei le ordinanze di custodia cautelare emesse, che chiusero una lunga e complessa attività d’indagine di tipo tradizionale, attraverso appostamenti, pedinamenti, intercettazioni e controllo del territorio. A rendere più difficile l’attività investigativa erano le abitudini della banda, che progettava un colpo, ma poi lo rimandava perché preferiva recarsi in pizzeria o a giocare a carte. A volte l’obiettivo dei malviventi cambiava o s’intensificava lungo il tragitto stabilito, prendendo derive criminali caotiche e difficili da controllare. La svolta arrivò dopo il colpo messo a segno il 17 giugno del 2010 a Corsano, quando con un escavatore fu asportato il bancomat dell’ufficio postale. Dai pochi elementi raccolti i carabinieri svilupparono un’articolata rete di riscontri investigativi, da cui sono poi riusciti a ricostruire profili e identità del gruppo criminale.

Per Antonio Malerba, 38enne di Cellino San Marco; Antonio Fernando Vizzino, 28enne di Supersano; ed Emanuele Toma, 28enne di Taurisano, l’accusa ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione e mille euro di multa. Per Edoardo Preite, 24enne di Taurisano; ed Antonio Sabato, 35enne, anch’egli di Taurisano, la pena invocata è di quattro anni. Due anni e mezzo per Daniele Rocco Marra, 33enne di Supersano; e due anni e 4mila euro di multa per Roberto Toma. Nei loro confronti il pubblico ministero ha contestato anche il reato di associazione a delinquere. Una tesi confutata dagli avvocati difensori, che hanno sottolineato come si tratti di episodi non collegati tra loro. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Laura Minosi, Mario Coppola, Biagio Palamà, Cinzia Cavallo, Enrico Chirivì e Walter Gravante. La sentenza del gup Antonia Martalò è attesa per il prossimo 12 giugno.  

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