Operazione "Tam Tam", ottiene i domiciliari uno degli imputati condannati

Ha lasciato il carcere Daniele Manco, il 38enne di Taurisano condannato a fine febbraio scorso a otto anni di reclusione in abbreviato. Il giudice Vincenzo Brancato ha accolto l’istanza depositata dal legale di Manco, l’avvocato Mario Coppola, e ha concesso al 38enne i domiciliari

LECCE – Ha lasciato il carcere Daniele Manco, il 38enne di Taurisano condannato a fine febbraio scorso a otto anni di reclusione (a fronte di una richiesta dell’accusa di 14 anni) nel giudizio con rito abbreviato scaturito dall’operazione denominata “Tam Tam”. Il giudice Vincenzo Brancato ha accolto l’istanza depositata dal legale di Manco, l’avvocato Mario Coppola, e ha concesso al 38enne i domiciliari.

Secondo l’ipotesi accusatoria Manco avrebbe avuto un ruolo di gregario del presunto leader del gruppo, Tommaso Montedoro, 38enne di Casarano (assistito sempre dall’avvocato Coppola e condannato a 14 anni in abbreviato).

L’operazione è stata condotta dalla Squadra mobile di Lecce (guidata dal vicequestore aggiunto Sabrina Manzone, dagli agenti del commissariato di Taurisano (diretto dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico) e del reparto prevenzione crimine e denominata “Tam tam”. Come il passaparola con cui erano soliti scambiarsi informazioni i presunti componenti dell’organizzazione criminale. Smembrato quell’organigramma, gli inquirenti hanno concluso un’indagine durata oltre due anni e mezzo, ipotizzando a vario, a vario titolo, i reati di associazione di tipo  mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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Una tesi, quella accusatoria, condivisa solo in parte dal gup Vincenzo Brancato, che non ha riconosciuto l’accusa di associazione mafiosa per gli imputati, tra cui Manco e Montedoro.

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