Cronaca

Operazione "Vortice-Déjà Vu", inflitti quattro secoli di carcere in abbreviato

La sentenza è stata emessa dal gup Stefano Sernia. Traffico internazionale di stupefacenti, estorsione e usura al centro delle indagini

LECCE – Ammontano a circa quattro secoli di carcere le condanne per gli imputati che hanno scelto il giudizio abbreviato nella maxi operazione denominata “Vortice-Déjà vu”, celebrata dinanzi al gup Stefano Sernia, nell’aula bunker di Borgo San Nicola. L'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Guglielmo cataldi, aveva chiesto pene per oltre 600 anni.

NOTARO SERGIO - Copia-2Venti anni la condanna per Sergio Notaro, detto ‘Panzetta, 55enne di Squinzano; e per Cyril Cedric Savary, 39 anni; 14 anni e quattro mesi per Gianluca Candita, 44enne di Torchiarolo; 11 anni e otto mesi per Giovanni Tramacere, 40enne, di San Pietro Vernotico; 6 anni e sei mesi per Danilo De Santis; 14 anni per Marino Manca 42enne; 16 anni Roberto Napoletano, 29 anni; 6 anni per Antonio e Patrizio Pellegrino; 8 anni e otto mesi per Patrick Colavitto, 35, di Brindisi; 3 anni per Gianluca De Blasi di Novoli; 8 anni e otto mesi per Angelo Di Pierro; 20 anni per Gaetano Diodato; 4 anni e quattro mesi per Cosimo Emiliano Palma; 3 anni per Andrea Pierri, 27 di Squinzano; 9 anni per Fathi Rahmani, 30enne; 8 anni e dieci mesi per Stefano Renna, 35, di Lecce; 6 anni e sei mesi per Ilde Saponaro; 10 anni e otto mesi per Emiliano Vergine, 39 di Squinzano; 3 anni ed quattro mesi per Franco Pierri di Squinzano; 6 anni e quattro mesi per Fabio Caracciolo, 33enne; 6 anni e due mesi per Damiano De Blasi, 25, di Trepuzzi. 

Cinque anni per Liliana De Tommasi, 26enne di Campi; 8 anni e otto mesi per Angelo Napoletano, di Squinzano; 7 anni per Alberto Russo, 30 di Campi; 5 anni e due mesi per Antonio Serratì, 41, di Trepuzzi; 3 anni e otto mesi per Emanuela Spalluto 29 anni di Novoli; un anno e 8 mesi per Andrea Valentino, 30, di Squinzano; un anno e otto mesi per Nicola Pierri, 33 di Squinzano; 7 anni e quattro mesi per Saida Bruni, detta Margot, di 22 anni; 8 anni per Paolo Scazzi, 26, di Squinzano; 4 anni e sei mesi per Alessandra Amira Bruni; 3 anni per Vincenzo Stippelli; 6 anni e sei mesi per Ivan Miglietta; 2 anni per Vladimiro Cassano; 5 anni e otto mesi Salvatore Elia; 2 anni e quattro mesi per Gianluca Tamborrini; 6 anni e quattro mesi per Luca Mita; 6 anni e quattro mesi per Alessandro Caracciolo; 6 anni e otto mesi per Simone Casilli; 7 anni e otto mesi per Stefano Guadadiello; 4 anni e quattro mesi per Antonio Pierri; 6 anni e otto mesi per Mario Sirsi; un anno e sei mesi per Stefania Viterbo, 50 anni di Novoli; un anno per Mario Conte, 34, di Squinzano; 6 anni e quattro mesi per Francesco Taurino, 30; 7 anni per Luigi Taurino, 50, di Campi Salentina; 4 anni per Vincenzo Carone, 57enne, di Mesagne; 2 anni per Antonietta; 6 anni e quattro mesi per Walter Tramacere; otto mesi per Stefano Napoletano, 29, anch'egli di Squinzano; 3 anni per Andrea Spagnolo; un anno sei mesi per Giuliano Marra; 2 anni per Antonella Notaro; un anno e sei mesi per Gianluca Levante, 34, di Squinzano.

Assoluzione per Massimiliano Ruggio, 45, di Squinzano; Francesco Ceschi; Giuseppe Ricchiuto, 25enne, di Torchiarolo; Alessio Fortunato; Annamaria Lamarina; e Giosuè Primiceri.

Da notare come Alessandro Bruni (assistito dall’avvocato Giuseppe Presicce), è stato assolto con formula piena dal reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, nonostante il pubblico ministero avesse invocato nei suoi confronti una condanna a 10 anni di reclusione. Per questo motivo il giudice ha disposto nei suoi confronti l'immediata scarcerazione. Anna Ursino (assistita sempre dall'avvocato Presicce) è stata assolta con formula piena dal reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, nonostante una richiesta di condanna a 7 anni di reclusione. Assoluzione per Amira Bruni, assistita dagli avvocati Giuseppe Presicce e Rita Ciccarese, dal reato di associazione mafiosa. L’imputata ha riportato una condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione, a fronte di una richiesta della Procura di 9 anni.

Gli imputati Emiliano Vergine, Marino Manca, e Roberto Napoletano (assistiti dall’avvocato Rita Ciccarese, sono stati assolti dal reato di associazione mafiosa.

Tra i legali che compongono il collegio difensivo, gli avvocati: Benedetto Scippa, Stefano Stefanelli, Massimo Bellini, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Paolo Spalluto, Mario Ciardo, Michele Palazzo, Giancarlo Dei Lazzaretti, Andrea Starace, Angelo Vetrugno, Francesco Tobia Caputo e Ivan Feola.

Traffico internazionale di stupefacenti, estorsione e usura al centro delle indagini partite dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidato dal capitano Biagio Marro, e condotte insieme ai colleghi del Ros di Lecce, al comando del colonnello Paolo Vincenzoni. Alla complessa attività hanno partecipato i colleghi del Reparto operativo guidati dal colonnello Saverio Lombardi e quelli della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal maggiore Nicola Fasciano. Le ricostruzioni investigative hanno portato all’esecuzione, a novembre scorso, di 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere – emesse dalla direzione distrettuale antimafia per associazione di tipo mafioso e altri reati.

L’indagine “Déjà vu”, cui è poi seguita quella denominata “Vortice” e condotta dai carabinieri del Ros, al comando del colonnello Paolo Vincenzoni, ha delineato le nuove rotte del traffico di sostanze stupefacenti. Un mercato fiorente destinato a rifornire le piazze del nord Salento, fino a Lecce, Brindisi e Taranto. Un mercato redditizio capace di portare a una nuova della nuova fase della Scu salentina: la pax mafiosa. Una nuova strategia dell’appianamento dei contrasti e dell’abiura della guerra, capace di fornire un nuovo terreno fertile alle strategie criminali che, seppur in forma molto più sommersa rispetto al passato, tendono alla conquista del territorio e degli interessi economici. Accordi e interessi capaci di appianare i contrasti, dopo quasi un quarto di secolo, tra due clan storici: i Tornese e i De Tommasi.

Nell’ambito delle indagini anche i retroscena del duplice tentato omicidio di Luca Greco e Marino Manca, avvenuto nel pomeriggio dell'8 settembre del 2012 (18 anni di reclusione la condanna inflitta a Salvatore Milito in primo grado). Milito avrebbe estratto una pistola, cercando di colpire Manca, ma invano, perché l'arma si sarebbe inceppata, permettendo a questi di fuggire. Più sfortunato sarebbe stato Greco, intrappolato in casa e impossibilitato a fuggire: l’arrestato lo avrebbe prima colpito con il calcio della pistola e poi con un coltello, ferendolo gravemente. L’agguato sarebbe maturato, secondo l’ipotesi accusatoria, proprio nell’ambito di contrasti legati alla supremazia territoriale di gruppi criminali operanti nel comune di Squinzano e nelle zone limitrofe. Un regolamento di conti commissionato, secondo quanto emerso nell’operazione, proprio da Sergio Notaro e Cyril Cedric Savary.

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