Cronaca Via Umberto I

Bandiere al posto degli spartiti, oggi va in scena il concerto “muto”

I musicisti della Fondazione "Tito Schipa" hanno inscenato un'insolita protesta davanti alla sede della Provincia. Rivendicano maggiori fondi, programmazione di lungo periodo e stabilizzazione di tutti i professori d'orchestra

La protesta degli orchestrali della Fondazione "Tito Schipa" di Lecce

LECCE - Sui leggii dei professori d’orchestra della Fondazione Ico “Tito Schipa” di Lecce, trasportati fin sotto l’ingresso di Palazzo dei Celestini, oggi non c’erano spartiti musicali ma bandiere sindacali a sventolare un’inedita musica di protesta. Il concerto “muto” (eseguito solo dal suono sordo di una tromba) inscenato questa mattina, è stato la rappresentazione plastica dello storico disagio vissuto dai musicisti.

Pur essendo, l’orchestra, il fiore all’occhiello della tradizione concertistica salentina, da anni la Fondazione vive sulla sua pelle il problema della cronica insufficienza di risorse che la Provincia di Lecce (socio principale e unico finanziatore) è in grado di destinare.

Il risultato, così come denunciano i segretari delle categorie Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Com e Ugl, è che l’orchestra non può lavorare tutto l’anno: nel 2011 la stagione concertistica è stata eseguita a macchia di leopardo, durando poco più di nove mesi.

I musicisti sono obbligati, quindi, ad  una lunga pausa stagionale non retribuita: da qui la rivendicazione ad una programmazione musicale ragionata, che punti non solo su “gradi eventi” che richiedono una dispendio di risorse insostenibile per il periodo storico, ma di più ampio respiro.

“Per attrarre potenziali investitori, tra enti ed imprenditori illuminati,  è necessaria un’opera di educazione all’immenso valore culturale della Fondazione nel panorama salentino”,  aggiunge Salvatore Castrignanò della Fistel Cisl.

A questo si aggiunge la condizione di precariato che colpisce una parte dell’orchestra: 18 unità su 54 hanno un contratto a termine. La continuità del rapporto lavorativo e la stabilizzazione del personale, secondo Artidoro Zilli, segretario provinciale Uil Com, non è un obiettivo impossibile. Basta tagliare le spese “eccessive”: “Solo l’affitto del teatro Politeama Greco di Lecce, costa 3 mila euro al giorno. Destagionalizzando la stagione lirica in estate, magari all’aperto, nell’atrio del palazzo della Provincia, si otterrebbe un grande risparmio”.

Il grido d’allarme è lanciato per tutto il 2012: dopo la riduzione dei trasferimenti agli enti locali, se il Governo dovesse rendere operativo il taglio delle Province, chi finanzierà l’orchestra salentina?

 

 

 

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