Esplode una bomba in città: atto intimidatorio a un’agenzia di sicurezza

Il boato pochi minuti dopo le 2, in via Bari. Colpita un’attività che si occupa della gestione di bodyguard in locali ed eventi. Sul posto i vigili del fuoco e gli agenti di polizia di Stato

LECCE – La vetrata in frantumi e la pioggia di schegge. Una esplosione, in città, pochi minuti dopo le 2. Un ordigno è stato infatti piazzato davanti all’ingresso della sede di un’agenzia di sorveglianza privata, la "Salento Security", in via Bari, all’altezza del civico 32. Si tratta di una bomba carta, come hanno poi constatao gli inquirenti durante il sopralluogo, lasciata sul posto da ignoti con l'intento di provocare gravi danni. E di lanciare un messaggio in perfetto stile mafioso ai danni dell'agenzia intestata al noto imprenditore Rossano Marchello, operante nel settore della sicurezza degli stessi eventi sportivi, tra i quali in passato anche quelli dell'Unione sportiva Lecce.

L’attività commerciale si occupa prevalentemente della gestione di bodyguard in locali e grandi eventi. Sul posto, richiamati dai residenti dell’isolato che hanno udito il boato, i vigili del fuoco del comando provinciale e gli agenti di polizia della sezione volanti, sopraggiunti assieme ai colleghi della scientifica. I danni, fortunatamente non a persone, hanno interessato soprattutto la facciata del locale, senza intaccare gli edifici confinanti.

Le conseguenze sono visibili soprattutto sulla vetrata, un angolo di muro vicino al montante della porta, sulla tenda parasole e persino su un computer che si trovava all'interno. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte del personale della squadra mobile di Lecce. Gli investigatori della questura, diretti dal vicequestore Alessandro Albini, cercheranno ora di ricostruire le fasi dell'intimidazione, anche attraverso la visione dei filmati del sistema di sorveglianza installato in alcuni esercizi della zona. Gli inquirenti ascolteranno inoltre il proprietario dell'agenzia, per ottenere l'elenco dei suoi recenti contatti e scavare nella sua vita privata e professionale, alla ricerca dei responsabili del gesto e del motivo di tanta violenza.

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