Cronaca Via Matteo Renato Imbriani

Allarme "bomba": borsa infilata in un'intercapedine, ma dentro solo abiti

Strana la vicenda avvenuta nel tardo pomeriggio in via Imbriani, proprio quella dove nel 2011 vi fu una tragica esplosione. La valigia, che apparterrebbe a un romano, era stata infilata in un luogo nascosto fra un portone e un negozio. Trasportata dall'artificiere lontano dal centro per le verifiche

Luca Capoccia Photo.

LECCE – “Molto rumore per nulla”, avrebbe chiosato William Shakespeare. Anzi, nessun rumore in generale, perché in quella borsa da viaggio non c’erano ordigni e quindi non si sarebbe mai verificata alcuna esplosione. Semmai solo abiti e scarpe da uomo. Gli effetti personali, stando a quanto scritto su una targhetta appesa al manico, di qualcuno che dovrebbe risiedere nella Capitale.

Va detto, però, che in tempi di fobia dilagante per il terrorismo, il suo effetto scenico l’ha pur fatta quella valigia abbandonata. Anche perché il luogo era particolare: un’intercapedine nel muro, fra un’attività commerciale, la parruccheria “Maddhia” e un portone condominiale di via Imbriani, e a pochi metri dal “Bar Raphael”.

Già, proprio quella via Imbriani dove la notte fra il 1° e il 2 agosto del 2011 un boato devastò il negozio “Sogni”, trasformando la scena in un incubo. Un morto e danni ingenti agli edifici e alle auto vicine, nelle ore successive anche tre arresti. Il frutto, secondo gli investigatori, di un attentato auto-prodotto per intascare la polizza assicurativa.

Il ricordo di quella tragica vicenda è sempre vivo nei leccesi e soprattutto in chi via Imbriani e dintorni vi vive e vi lavora. Ecco perché la faccenda deve aver provocato una certa inquietudine, quando nel tardo pomeriggio qualche passante ha adocchiato la valigia in quell’angolo buio, infilataci da mani ignote.

In breve sono arrivati gli agenti delle volanti di polizia del quarto turno con tre auto. Hanno tenuto a distanza i passanti in attesa che arrivasse l’artificiere dei carabinieri. Sul posto è giunto anche il comandante del Nucleo investigativo dell’Arma, il capitano Biagio Marro.

Beninteso: tutta la situazione è stata sempre sotto controllo e non c’è mai stata vera e propria ansia, né necessità di evacuare edifici, ma la curiosità per vedere quegli uomini in azione non è mancata, e così s’è creato un piccolo capannello.

La borsa è stata recuperata e trasportata all’interno della camionetta blindata dei carabinieri. Poi, una piccola carovana s’è allontanata da via Imbriani, svoltando in via Salandra, raggiungendo la circonvallazione e da qui viale Giovanni Paolo II e poi il parcheggio alle spalle della tribuna est dello stadio “Via del Mare”.

Proprio al centro del piazzale, nel punto più lontano in assoluto da qualsiasi edificio e dalla stessa struttura sportiva, la borsa è stata trasportata dal robot filoguidato antisabotaggio “Pedsco Rmi 94” e alla fine aperta. Dentro, non c’era alcunché da disinnescare. La borsa con tutto il suo contenuto è stata presa in consegna dalla polizia e portata in questura. Nelle prossime ore si verificherà se esistono denunce per furto o smarrimento.

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