Rischio di crollo della falesia: ordinanza meno restrittiva anche sulla costa di Racale

La capitaneria di porto ha emesso un nuovo provvedimento che ridimensiona i termini dell'interdizione alla balneazione e alla navigazione. Sergio Blasi insiste "Potenziare le capacità di monitoraggio dell'Autorità di bacino"

Foto di archivio.

RACALE – L’area di interdizione alla balneazione e alla navigazione è stata ridotta in cinque punti della costa di Racale, classificati a rischio molto elevato di pericolosità geomorfologica. E’ di oggi la relativa ordinanza della capitaneria di porto di Gallipoli, la numero 52, che fa seguito alle due diramate ieri per quanto concerne i comuni di Castrignano del Capo e di Andrano.

Anche per il centro ionico l’iter è stato il medesimo seguito per gli altri: una relazione dettagliata di un geologo, l’esito dei sopralluoghi e l’impegno dell’amministrazione a verifiche periodiche hanno costituito materiale sufficiente per ridimensionare l’ambito delle precedenti ordinanze. E i divieti restano in vigore nello specchio d’acqua fino a 10 metri dalla costa, e non più 30, in tre siti in località Arco e in due di Torre Suda.

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Sulla vicenda interviene ancora una volta il consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi: “Dopo una primavera trascorsa a gridare all’allarme oggi le ordinanze di divieto di fruizione della costa del Salento stanno cadendo uno dopo l’altra. E mentre gli operatori fanno il conto dei danni – fortunatamente di lieve entità – dall’altra parte resta irrisolto il vero nodo della questione, la revisione dei meccanismi della gestione della sicurezza sulle coste. La Regione Puglia dovrebbe, di fronte al naturale fenomeno dell’erosione costiera, preoccuparsi di potenziare le capacità di monitoraggio continuo dell’Autorità di bacino e allo stesso tempo condividere con i Comuni piani di fruizione delle coste che siano ecocompatibili e soprattutto rivedibili anno dopo anno (perché la situazione è in continuo mutamento). Assumendo ogni anno l’obiettivo di tutelare sicurezza e turismo, ma nel massimo rispetto della natura”.

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