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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Aggredì ex, poi l’amico con chiave svita bulloni: sconterà oltre 5 mesi

Cinque mesi e 28 giorni di reclusione per un 34enne di Presicce Acquarica, ritenuto l’autore di un episodio violento avvenuto a Melissano, nel febbraio del 2015. L'ordine di carcerazione, emesso dalla Procura, eseguito dai carabinieri

PRESICCE ACQUARICA – Aggredì la ex e l'amico della vittima giunto per prestare soccorso: ai domiciliari. Dovrà scontare cinque mesi e 28 giorni di reclusione Danilo Cantoro, il 34enne di Presicce Acquarica, noto alle forze dell’ordine e alle cronache locali per reati contro la persona, il patrimonio e stupefacenti. I carabinieri del luogo hanno infatti eseguito un ordine di carcerazione nei suoi confronti. La misura, emessa dalla Procura della Repubblica di Lecce, prevede gli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

I fatti sono avvenuti il 22 febbraio del 2015: quella sera il 34enne si è reso autore di lesioni personali aggravate, percosse e danneggiamento nei confronti della sua ex compagna. Dopo la serata in un pub trascorsa con le amiche a Gallipoli, la prima lite. Poi la vittima è stata nuovamente raggiunta e aggredita all’interno della sua auto, una volta arrivata a Melissano, paese di residenza dell'altra passeggera. Dopo essere sceso dalla propria auto, stando alla ricostruzione degli inquirenti, Cantoro le ha sfondato il vetro del mezzo con un pugno per poi minacciare entrambe le ragazze. Afferrata dal portabagagli una chiave svita bulloni, ha intimato all’amica della malcapitata di non intromettersi nell’accesa discussione.

Nel frattempo, altri amici delle due giovani donne, allertati telefonicamente, sono giunti sul luogo dell’aggressione per prestare soccorso. Ma uno dei ragazzi della comitiva, un 24enne, è stato colpito da Cantoro con l’arnese che aveva in pugno. Il giovane, anche lui di Presicce Acquarica, ferito, è stato accompagnato presso  l’ospedale di Casarano dagli operatori del 118: i medici gli hanno riscontrato un trauma cranico, lesioni alla falange della mano sinistra, usata nel tentativo di difendersi dall’aggressione. Cantoro, arrestato subito dai carabinieri della stazione di Taurisano, era stato rimesso in libertà qualche giorno dopo, patteggiando la condanna dalla quale decadde l’accusa di tentato omicidio, avanzata in un primo momento.

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