Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Armi e droga in casa, 23enne in carcere: deve scontare tre anni e nove mesi

Tomas Barbetta è stato arrestato a febbraio 2013 dai carabinieri di Squinzano dopo una perquisizione domiciliare. Nel maggio precedente colpi di fucile vennero esplosi contro una finestra della sua abitazione: le schegge ferirono lo zio che dormiva

SQUINZANO – Dei quattro anni e quattro mesi definiti in patteggiamento, deve ancora scontare tre anni, otto mesi e 26 giorni di detenzione nel carcere di Borgo San Nicola. E’ stata eseguito questa notte un ordine di carcerazione per il 23enne arrestato a Squinzano nel febbraio del 2013 dai carabinieri della locale stazione.

Nell’abitazione dove Tomas Barbetta viveva con i genitori, i militari trovarono un chilo e trecento grammi di hashish, 30 grammi di cocaina, una pistola “Tanfaglio” semiautomatica calibro 9 per 21 – risultata poi rubata a Taviano - e sette cartucce, due calibro 7 per 62, cinque calibro 7 per 65. L’arma aveva il colpo in canna. Nella perquisizione domiciliare spuntarono fuori anche 20 colpi a salve, una mazza da baseball, un coltello a serramanico e tre candelotti contenti polvere pirica.

In un garage, infine, veniva custodito un pesanti macchinario idraulico, secondo gli inquirenti utilizzato per pressare la polvere di cocaina. Nell’ambito del successivo processo, il giovane – originario di Campi Salentina - si è attribuito la detenzione delle armi e della droga, scagionando così il 22enne arrestato insieme a lui, ma la cui posizione è stata successivamente stralciata.

BARBETTA TOMAS-2Barbetta era balzato agli onori delle cronache già nel maggio del 2012, allorquando una finestra della sua abitazione, ubicata in via Occorsio, fu raggiunta da tre colpi di fucile. Sarebbe stato lui la vittima designata, ma i frammenti dei vetri ferirono lo zio che dormiva in una stanza al piano terra, mentre il 23enne, affacciatosi alla sua camera, ma al piano superiore, avrebbe fatto appena in tempo a lanciarsi a terra una volta resosi conto che quei tre giovani giunti a bordo di una Fiat Multipla, poco prima di mezzanotte, non erano lì per caso ma proprio per lui.

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