Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Sovraffollamento, carenze igieniche, sprechi. Dal carcere allarme perenne

L'Osapp, dopo la relazione della Asl, insiste sulle condizioni di invivibilità all'interno del penitenziario di Borgo San Nicola. Negli ultimi 8 mesi oltre mille e 200 episodi "negativi": tentativi di suicidio, risse, aggressioni

Il carcere di Borgo San Nicola.

 

LECCE – Una media di cinque episodi al giorno nei primi otto mesi dell’anno: colluttazioni, aggressioni, atti di autolesionismo, minacce, manifestazioni di protesta, tentati suicidi (ben 39), infortuni, ma anche un tentativo di evasione. La casistica è varia una ventina di voci anche se l’aggettivo “negativi” le accomuna tutte. I dati raccolti dall’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria e diffusi questa mattina in una conferenza stampa all’interno del penitenziario di Borgo San Nicola non indicano alcun miglioramento rispetto alle denunce periodicamente presentate dall’Osapp e da altre sigle sindacali.

Il carcere di Lecce, come tutti quelli pugliesi, come la stragrande maggioranza degli istituti penitenziari di Italia, versa in condizioni critiche: i problemi principali, che si trascinano dietro tutti gli altri, sono il sovraffollamento e la mancanza di agenti. Lo si è scritto infinite volte. Ma negli ultimi mesi la degenerazione del quadro generale si è resa manifesta in diverse circostanze, alcune delle quali riconducibili all’attività dell’avvocato Alessandro Stomeo, che, con il ricorso presentato per conto di un detenuto tunisino, è riuscito ad ottenere dal Tribunale di sorveglianza una condanna dell’amministrazione penitenziaria ad un risarcimento per le condizioni di invivibilità durante parte della permanenza in carcere del suo assistito. A quella sentenza, definita epocale, ne sono seguite delle altre.

C’è stato poi il sopralluogo presso la cittadella penitenziaria di Borgo San Nicola, il 29 maggio scorso, di due parlamentari (Elisabetta Zamparutti e Adriana Poli Bortone), accompagnate dal segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia e da Paolo Pagliaro, presidente del Movimento Regione Salento. Al termine di quella visita straordinaria la delegazione sintetizzò le impressioni ricevute con un’espressione perentoria: situazione insostenibile.

Da ultimo la certificazione ufficiale della Asl di Lecce, a seguito di un’ispezione come richiesta istruttoria presentata da Stomeo, che ha messo nero su bianco le carenze strutturali e quelle igienico sanitarie all’interno del carcere leccese. Di cose, dunque, dall’ultima visita di Domenico Mastrulli, segretario nazionale dell’Osapp, ne sono accadute. Oggi il responsabile del sindacato è tornato nel Salento, come avviene sempre più spesso, per dare manforte agli uomini e alle donne che, spesso passano per gli aguzzini del sistema, e che invece in molti ma silenziosi casi sono coloro che portano il latte e i beni di prima necessità, fino ai detersivi perché i detenuti fanno sempre più fatica a mantenere le celle in condizioni dignitose.

conferenza_osapp-2L’Osapp, oltre alle questione cronica del sovraffollamento, continua a denunciare uno dei tanti paradossi del sistema penitenziario: quello per cui, in un contesto di oggettiva carenza di organico, parte del personale viene impiegato per attività, come le traduzioni presso il Tribunale per le udienze di convalida, che comportano una ulteriore riduzione nella struttura e un aggravio dei costi generali. Perché dunque non usare l’aula bunker annessa al carcere – che è anche sede distaccata della Corte d’appello - per le udienze? Una decisione, ha spiegato Mastrulli, che compete al procuratore capo della Repubblica.

Un altro tema sollevato in conferenza – e che rappresenta una proposta alternativa all’utilizzo dell’aula bunker - è quello della sistematica disapplicazione della disposizione che prevede che i detenuti in attesa di convalida rimangano nelle celle di sicurezza delle caserme dei carabinieri e delle questure, come del resto prevede la legge: “Una cortesia istituzionale”, l’ha definita Mastrulli, motivata dall'assenza di celle idonee che però innesca il meccanismo della “porta girevole della libertà” con la quale si obbliga a vivere l’esperienza del carcere anche chi, per decisione del giudice, non si è reso mai colpevole di un reato punibile con la detenzione. C'è poi il caso aperto con un fascicolo in mano al sostituto procuratore Giuseppe Capoccia sui trasferimenti d'urgenza al "Vito Fazzi" per codici rossi che dopo la visita in pronto soccorso si ridimensionano in diagnosi di minore importanza.

Insomma, anche a costo zero, si potrebbe fare molto per rendere più vivibile la condizione carceraria e se l’imperativo di tutti è il risparmio, allora l’Osapp sa in quale direzione andare: la chiusura del carcere mandamentale di Maglie (nove persone in regime di semilibertà) e la riapertura del carcere minorile di Monteroni di Lecce che potrebbe diventare il punto di riferimento di tutta la Puglia centromeridionale. Mastrulli non ha voluto, infine, risparmiare una stilettata al presidente della Regione, Nichi Vendola, né al garante pugliese per i diritti dei detenuti, Pietro Rossi. Entrambi, per ragioni diverse, sono presi da altre priorità – ha chiosato il segretario – svilendo così la possibilità di una cooperazione tra istituzioni e corpi dello Stato che aveva visto nell’istituzione della figura del garante un motivo di speranza. 

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