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Ospitò un'amica che si prostituiva, condanna e confisca della casa per una 40enne

Una condanna a sedici mesi (pena sospesa) e la confisca dell'appartamento. E' costato caro a Claudia Lorena Puerta, 40enne colombiana, aver ospitato nella propria abitazione (nel centro storico del capoluogo salentino) una connazionale che, secondo quanto sostenuto dall'accusa, avrebbe esercitato il mestiere più antico del mondo

LECCE – Una condanna a sedici mesi (pena sospesa) e la confisca dell’appartamento. E’ costato caro a Claudia Lorena Puerta, 40enne colombiana, aver ospitato nella propria abitazione (nel centro storico del capoluogo salentino) una connazionale che, secondo quanto sostenuto dall’accusa, avrebbe esercitato il mestiere più antico del mondo.

Nei confronti della 40enne è stato ipotizzato il reato di favoreggiamento della prostituzione (la cosiddetta legge Merlin, che sancì la fine delle “case chiuse”). La sentenza nei confronti della donna di origini sudamericane è stata emessa dal gup Giovanni Gallo al termine del giudizio con rito abbreviato.

Il legale della donna, l’avvocato Vincenzo Magi, ha sostenuto che la sua assistita non era a conoscenza dell’attività svolta dall’amica. Una tesi non condivisa dal gup, che ha stabilito che la 40enne era consapevole dell’uso improprio dell’abitazione. Furono alcuni agenti di polizia locale a portare alla luce l’attività svolta in uno dei tanti piccoli appartamenti utilizzati nel centro storico da prostitute, avvalendosi delle immagini realizzate con alcune videocamere e della testimonianza di alcuni clienti (identificati e sentiti come persone informate sui fatti) della donna.

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