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Il cantiere dell'ex cinema Moderno a Nardò

Il cantiere dell'ex cinema Moderno a Nardò

Ossa nel cantiere dell’ex cinema Moderno, scatta sequestro. Forse resti animali

Il ritrovamento a Nardò. La procura, nella serata di sabato, ha disposto i sigilli nell’area del cantiere di piazza della Repubblica. Rilievi degli agenti del commissariato e del medico legale. Si attende responso delle analisi

NARDO’ - Il cantiere è ormai fermo dal marzo scorso, a causa del lockdown decretato per l’emergenza epidemiologica del covid-19, ma tra le macerie qualcuno, nei giorni scorsi, aveva scorto dei resti ossei e subito erano state informate le autorità competenti. Il misterioso ritrovamento è avvenuto nella zona del cantiere a ridosso del centro storico di Nardò, nell’area tra piazza della Repubblica, via Fanti e via Pellettieri, dove ad inizio gennaio è stato demolito l’immobile dell’ex cinema “Moderno” per far posto alla realizzazione di un nuovo immobile da destinare a fini commerciali.

In una delle zone dello scavo è stata quindi segnalata la presenza di alcune ossa tanto da far scattare i controlli da parte degli agenti del vicino commissariato di polizia. E già nella serata di sabato la procura aveva anche disposto il sequestro dell’area del cantiere. Un ritrovamento che si era anche condito di giallo nei primi momenti, atteso che anche la direzione dei lavori aveva confermato che durante l’esecuzione degli interventi, nei mesi scorsi, non erano stati ritrovati elementi di interesse archeologico, ne tantomeno resti umani o di animali. Da qui la necessità di approfondire la questione. Il magistrato di turno, Francesca Miglietta, già nella tarda serata di sabato, ha disposto i sigilli e indicato i proprietari dell’immobile quali custodi giudiziari.

Nella mattinata di domenica invece, su indicazione della procura, i poliziotti della sezione investigativa e della polizia scientifica del commissariato neretino, coordinati dalla dirigente, il vicequestore Sabrina Manzone, si sono recati nuovamente sul posto per effettuare un’attenta ricognizione della zona e repertare quanto è stato segnalato e poi rinvenuto. Sul posto giungeva anche il medico legale, Roberto Vaglio, incaricato sempre dall’autorità giudiziaria, che ha effettuato i primi rilievi. La prima sensazione visiva è quella che i resti ossei ritrovati possano essere riconducibili a resti di qualche animale. Ma ovviamente maggiori dettagli, anche per valutare se si tratti di resti (animali o anche umani) recenti o datati nel tempo, si potranno avere dopo l’approfondimento e l’esito delle ulteriori analisi di laboratorio.

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