Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Gasdotto Tap, sollecitata bocciatura del ministero: “Proceduta di via va archiviata”

Presentate le nuove osservazioni della commissione del Comune di Melendugno e dell'associazione "Tramontana". Per il fronte del no il progetto resta contraddittorio e lacunoso e le ultime integrazioni del tutto inadeguate alle richieste

San Foca, manifestazione No Tap del 25 aprile.

LECCE – La procedura di valutazione d’impatto ambientale va chiusa, e anche a breve. Sembra paradossale, ma in fondo non troppo, che la richiesta dell’amministrazione comunale di Melendugno al ministero dell’Ambiente sia la medesima avanzata dal consorzio Tap. Sul progetto di gasdotto con terminale a San Foca, le parti in causa, come due squadre contrapposte, attendono il fischio finale dell’arbitro.

C’è logoramento, del resto, dopo quasi tre anni di rapporti e controdeduzioni, polemiche e schermaglie, manifestazioni e operazioni promozionali su larga scala: ciascuno ha adoperato le armi in suo possesso, questo è certo. In ballo c’è un’infrastruttura energetica che, comunque la si giudichi, avrebbe un impatto notevole sul territorio: basti pensare al cantiere per il microtunnel nel tratto finale della condotta sottomarina, ma anche ai lavori per oltre 50 chilometri dal terminale di ricezione di Melendugno fino allo snodo della rete Snam nel Brindisino.

Oggi sono state presentate le osservazioni che la commissione consiliare ad hoc e l’associazione Tramontana (a nome del Comitato No Tap) hanno impacchettato e spedito ieri al ministero, proprio alla scadenza dei due mesi dalle integrazioni presentate da Tap in seguito ai 48 rilievi mossi dal dicastero (e da quello dei Beni culturali) allo studio di impatto ambientale e sociale presentato nel settembre scorso. Dopo aver scartabellato lungo 15mila pagine del progetto definitivo nel recente passato, i tecnici e i legali che si sono associati alla battaglia del Comune di Melendugno, hanno studiato le oltre mille e 200 pagine di elaborati, argomentazioni e risposte formulate dal consorzio.

(Leggi le osservazioni_Tramontata_alle_integrazioni_Tap )

E allo staff di volontari il sindaco, Marco Potì, ha voluto per l’ennesima volta ribadire la propria gratitudine prima di chiedere al ministero di chiudere la pratica una volta per tutte: “Smettiamola con il tenere in sospeso il destino di un territorio”. Ci sono molti rilievi che il fronte del “no” ha mosso alle integrazioni, ma in linea generale resta il giudizio di incompletezza, lacunosità e contraddittorietà. E l’urgenza di portare a termine un procedimento amministrativo entro tempi ragionevoli, come prevede la legge. Lo ha ribadito l’avvocato Corrado Vecchio per il quale sono “scaduti tutti i termini perentori previsti dal Codice dell’Ambiente e confermati dalla giurisprudenza di varie corti, compresa quella europea”.

presentazione_osservazioni_giugno_2014-2Dal punto di vista tecnico, tra le tante perplessità sono state messe in evidenza quelle sulle prospezioni in mare e quelle sulla capacità di connessione delle condotte. Quanto alle prime, è stato detto, fanno ancora parte integrante del progetto anche quelle condotte tra dicembre 2012 e febbraio 2013 interamente sconfessate dall’Arpa. Rispetto alle seconde non ci si spiega come si possa collegare, se non a costo di un mega cantiere lungo la dorsale appenninica, tubi da 48 pollici, quali quelli previsti nel tratto da San Foca a Melendugno, con quelli della rete Snam fino a Minerbio che sono da 42.

Un grande punto interrogativo risiede poi nella reale possibilità di realizzare un microtunnel per oltre 800 metri secondo la tecnologia prevista, ipotizzando un solo pozzo di rilancio. E ancora: come accettare inermi l’idea che la condotto sottomarina rimanga, dopo il cinquantennio di esercizio, sul fondo del mare? Con le osservazioni presentate oggi la parola passa definitivamente al ministero dell’Ambiente. Entro i prossimi 90 giorni il verdetto definitivo.

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