Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Eventi e sponsor, il sindaco Cariddi è indagato per violenza privata

Secondo gli investigatori della guardia di finanza della compagnia locale, alcune ditte private, per promuovere i propri eventi nei luoghi pubblici, avrebbero sborsato cifre variabili poi destinate ad associazioni culturali

La sede comunale.

OTRANTO - Il primo cittadino di Otranto, Luciano Cariddi, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Lecce con l’ipotesi di reato di violenza privata. L’avviso di garanzia risale al 28 dicembre scorso.

Il sindaco della Città dei Martiri, rieletto nel maggio scorso alla guida del Comune, con la lista ViviAmo Otranto (civica di centrosinistra), dovrà presentarsi il prossimo 21 gennaio al cospetto del sostituto procuratore Valeria Elsa Mignone, per essere interrogato sulla vicenda nella quale è stato chiamato in causa a seguito di un’indagine avviata, per iniziativa autonoma, dai militari della guardia di finanza della compagnia locale, guidati dal maggiore Luca Petrocchi.

E’ una vicenda ancora tutta da chiarire, quella che vede al centro il sindaco Cariddi, al momento unica persona indagata, dopo che le “fiamme gialle” idruntine hanno acquisito gli atti di un’animata seduta del Consiglio comunale, che risale al 25 maggio dello scorso anno. Dunque, a pochi giorni dal suo nuovo insediamento a Palazzo Melorio.

Durante quella riunione, il consigliere comunale d’opposizione Leonardo Salzetti, della lista Alleanza per Otranto (civica di centrodestra), aveva manifestato alcune perplessità sulla gestione degli spazi pubblici, con particolare riferimento alle concessioni riguardanti eventi di carattere pubblicitario. I finanzieri hanno deciso di vederci chiaro e così hanno avuto accesso a Palazzo Melorio, acquisendo le carte e avviando la loro inchiesta. Al termine della quale, hanno inviato i risultati conseguiti al sostituto procuratore, che ha stabilito di procedere per violenza privata.

Ma quale sarebbe, esattamente, il sospetto che hanno maturato i militari e sui quali la Procura ha deciso di accendere un faro, onde verificarne la fondatezza? Secondo gli investigatori, alcune ditte private – tre, in particolare, almeno per quanto emerso finora – che nel passato avevano fatto richiesta di spazi pubblici per le loro manifestazioni di carattere commerciale, oltre a pagare Tosap e Tarsug, per l’occupazione del suolo pubblico, sarebbero state costrette a versare denaro, in qualche caso per cifre anche corpose (si va da 400, a 3mila e fino a 8mila euro), confluito poi verso alcune associazioni culturali locali. Pena, sempre secondo gli investigatori, l’impossibilità di ottenere l’autorizzazione a fruire degli spazi pubblici messi a disposizione dal Comune.

Luciano Cariddi-5-6Per quanto riguarda il reato ipotizzato, la violenza privata, questa si configura, secondo l’articolo 610 del codice penale, quando “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”, e, nell’eventualità di una condanna, è “punito con la reclusione fino a quattro anni”. In questo caso specifico, si aggiunge l’aggravante dovuta al fatto che il reato ipotizzato è contestato ad un pubblico ufficiale.

Quanto vi sia di vero in queste accuse, ovviamente, è tutto ancora da stabilire, e lo stesso sindaco, a breve potrà fornire agli inquirenti una sua versione dei fatti e chiarire la propria posizione. 

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