Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Fine corsa per le strutture sanitarie accreditate. Centro per disabili a rischio

Il 31 dicembre scadrà l’accreditamento dell’istituto “Padri Trinitari” di Gagliano del Capo che opera in regime transitorio. Sindacati chiedono la proroga: “Gravissimi disagi per malati e dipendenti, non possiamo lasciare un vuoto”

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto).

LECCE – Un capodanno con troppi grattacapi sindacali, quello del 2012. Contratti in scadenza, ammortizzatori sociali agli sgoccioli e persino convenzioni mediche non rinnovate impensieriscono centinaia di lavoratori nell’intera provincia di Lecce. Ultimo, solo in ordine di tempo, il caso dell’istituto “Padri Trinitari” di Gagliano del Capo: un centro medico e psico - pedagogico radicato sul territorio dal 1958 ed impegnato nel recupero della disabilità, dalle forme più lievi fino alle condizioni più gravi e complesse. La struttura impiega un centinaio di dipendenti tra amministrativi, ausiliari, fisioterapisti, educatori, psicologi, è accreditata in via transitoria con il Servizio sanitario nazionale ed opera in convenzione con l' Asl di Lecce.

Il 31 dicembre potrebbe rappresentare uno spartiacque importante per il centro, se “non si correrà ai ripari”: tra una manciata di ore scadrà, infatti, l’accreditamento per tutte le strutture socio-sanitarie sparse sul territorio regionale che si trovano in regime transitorio.

La preoccupazione espressa dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fsi Ugl è massima è già si paventa il rischio di “gravissimi ed irreparabili” danni sia per i dipendenti alle prese con una grande incognita, sia per l’utenza finale probabilmente costretta a pagare prestazioni fin’ora gratuite.

A monte di tutto non il solito problema economico. La questione non è far quadrare i conti perché la delibera regionale che ha decretato lo stop per la fine dell’anno, mira a riorganizzare la rete riabilitativa regionale. “Nel frattempo non si può lasciare un vuoto nel servizio reso ai malati”, ammonisce Silvio Cataldi di Cgil che, insieme ai colleghi, intende sollevare il caso, puntando sulla sensibilità delle istituzioni e sollecitando un intervento immediato del governo di via Capruzzi in modo da consentire la continuità dell’attività assistenziale e lavorativa.

Il centro “Padri Trinitari” è interessato anche da un processo di trasformazione: nel giro di pochi mesi, una parte dei posti letto (e annesso personale) potrebbe essere convertito in una residenza sanitaria assistenziale per la terza età. La posta in gioco non riguarda, quindi, il mantenimento dei livelli occupazionali, ma i sindacati puntano ad ottenere almeno un provvedimento di proroga, senza il quale “non si potrà garantire un servizio ottimale, svolto da un istituto altamente specializzato, come quello di Gagliano del Capo”.

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