Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Palascìa: "L'ampliamento della base è necessario"

Incontro a Roma sulla questione riguardante l'ampliamento della base militare a Otranto. Ambientalisti, vertici regionali e provinciali a colloquio con il generale Resce. Cauto ottimismo del Comitato

Si è appena concluso l'atteso incontro, convocato a Roma, dal ministero dell'Ambiente e da quello della Difesa, su Punta Palascia, il faro dell'area Parco, interessato da un progetto di ampliamento della base della Marina militare. Presenti all'incontro rappresentanti eminenti del governo italiano e degli enti interessati. A rappresentare il Governo, c'erano Laura Marchetti, sottosegretario all'Ambiente e Alberto Maritati, sottosegretario alla Giustizia. La Marina militare è stata rappresentata dal generale, Felice Resce. In rappresentanza della Regione Puglia l'assessore all'Urbanistica Angela Barbanente. Presenti inoltre il presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino e il sindaco del comune di Otranto, Luciano Cariddi; tra gli altri, la senatrice pugliese Maria Celeste Cardini, mentre Valentina Stamerra per il "Comitato giù le mani da Palascia", Fabio Marcelli per il direttivo nazionale dei Giuristi democratici e per la sezione di Lecce, c'era Adriano Tolomeo. E ancora, Aldo Casentino, direttore generale per la Protezione natura e Francesca Pace dell'Ufficio parchi.

L'incontro ha avuto inizio alle 13,15 circa: tutti i presenti hanno preso parola, esprimendo il proprio parere sulla questione. Importante soprattutto l'intervento del generale Resce, che ha voluto precisare la ferma volontà della marina di venir incontro alle istanze dei cittadini, tutelando al massimo la zona Parco e riducendo ai minimi termini il rischio d'impatto ambientale. Tuttavia ha ribadito che il progetto deve necessariamente collocarsi nel sito, essendo il punto più ad Est d'Italia ed avendo una posizione strategica per il monitoraggio del Canale d'Otranto".

Poi, il generale è passato ad illustrare brevemente qualcosa del progetto, facendo notare come rispetto al piano di partenza, ci siano state già ampie variazioni strutturali: non ci sono più le due torri di 11 metri, bensì una sola torre, che dovrebbe lievemente superare il volume dell'attuale struttura. Circa la questione degli alloggi, ha poi voluto precisare che c'è stata molta letteratura: in realtà si tratta della sistemazione di due stanze per alloggi di servizio e per il deposito di alcuni dei macchinari interni alla struttura. Per quanto, riguarda lo specifico del progetto, Resce ha confermato che non si tratta di un progetto della Marina, ma del ministero della Difesa, che lo ritiene necessario. Non esisterebbe alcun segreto riguardante lo stesso progetto, che in realtà è un miglioramento tecnologico dell'attuale monitoraggio, che già si effettua, all'interno della struttura militare. Quello su cui vige il segreto sono piuttosto i dati di rilevazione che vengono monitorati. Al generale Resce sono poi state poste alcune domande specifiche sulle tecnologie, alle quali non ha saputo rispondere, ribadendo la propria non competenza in merito a questioni più strettamente tecniche. Per questo, l'incontro si è concluso sostanzialmente con un rinvio al prossimo mese, quando lo stesso generale porterà con sé una più approfondita documentazione tecnica, per fugare i dubbi emersi nel corso dell'incontro.

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Intanto, non sono tardate ad arrivare le prime reazioni all'atteso incontro di questo pomeriggio tra le istituzioni, le associazioni ambientaliste e il Genio Militare per discutere sul futuro di Punta Palascia e sull'ormai noto progetto di ampliamento della base della marina militare. Fa sentire la propria voce il Comitato "Giù le mani da Punta Palascìa", che attraverso il proprio portavoce, l'avvocato Valentina Stamerra, e attraverso un comunicato stampa, diffuso pochi istanti fa, esprime "soddisfazione e cauto ottimismo rispetto al tavolo di confronto avuto con Istituzioni e Genio Militare". Motivo di soddisfazione è appunto l'aver raggiunto "un risultato senza precedenti", e, cioè, che cittadini e associazioni siano statiinvitati ad un tavolo di confronto istituzionale che "ha discusso di procedimento e di merito", in una vera dimostrazione di "Democrazia partecipata dal basso".

Un secondo motivo di soddisfazione lo si constata nella "unanimità tra cittadini, associazioni e istituzioni nell'esprimere la contrarietà rispetto ad un progetto che così come concepito non tiene conto del grande valore paesaggistico ed anche dell'alto valore culturale, storico e simbolico del luogo, nonché del sentimento che lega l'intera popolazione, fin dalla preistoria a Punta Palascìa". Il cauto ottimismo espresso dal Comitato è da rintracciarsi anche in un terzo motivo: dal fatto, cioè, che "il Genio Militare abbia portato al tavolo un progetto già modificato e ridimensionato e che si sia impegnato, su sollecitazione delle parti, ad un'ulteriore revisione".


L'avvocato Stamerra, quindi, conferma quanto già anticipato da LeccePrima e cioè che in novembre sarà convocato un secondo tavolo, dove ci saranno ampie documentazioni tecniche del progetto in questione. Recita il comunicato: "Il Comitato porta a casa anche un primo risultato che è l'impegno, per ora solo verbale, a smantellare il traliccio ora esistente alto più di undici metri e che lo stesso Gen. Resce ha giudicato altamente impattante" e "condivide le parole della Sottosegretaria Laura Marchetti con le quali definisce quel luogo una Cattedrale alla Cultura, alla bellezza del Paesaggio, alla storia e al sentimento popolare; condivide le parole del Sen. Pellegrino che ha richiamato l'attenzione sulla immodificabilità dei luoghi sottoposti a vincoli non solo paesaggistici; condivide la puntualizzazione dell'Ass. Regionale Barbanente e del Dott. Cosentino (Dirigente del Ministero dell'Ambiente) che hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di riesaminare il merito del progetto nelle sedi procedimentali, per contemperare il principio della Difesa Nazionale con gli altrettanto importanti diritti costituzionali del paesaggio, dell'Ambiente, del Patrimonio storico e culturale". Il Comitato "Giù le mani da Punta Palascia" rende noto, in conclusione, di aver richiesto al Genio Militare e alle Istituzioni presenti di studiare "tutte le possibilità affinché l'opera non sia realizzata in quel sito".

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