Cronaca

Palmieri in autogestione: "No all'educazione militare"

Lecce: il liceo classico in stato di agitazione. Gli studenti discutono anche del protocollo di intesa Gelmini-La Russa per l'introduzione del discusso progetto denominato "Allenati per la vita"

Il liceo classico "Palmieri"

LECCE - Gli studenti non si fermano dopo la manifestazione nazionale dell'altro ieri. Il Liceo Classico "Giuseppe Palmieri", da questa mattina ha attuato una forma di autogestione che prevede laboratori allestiti nei corridoi al posto delle normali ore di lezione. Molti i temi scottanti, e tra questi il tanto discusso protocollo di intesa tra il ministro dell'istruzione Gelmini e il ministro della difesa La Russa, circa la possibilità di educazione militare all'interno della pratica scolastica.

Al momento si tratta di una sperimentazione riservata alle scuole superiori della Lombardia, ma nulla esclude che, se ritenuto valido, possa essere esteso anche ad altre regioni. Il progetto si chiama "Allenati per la vita", ed è inseribile all'interno dell'attività scolastica "Diritto e Costituzione". Dopo una prima parte di teoria, il corso prevede una sezione pratica piuttosto impegnativa: corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio, "orienteering, tiro con l'arco e sparo con pistola ad aria compressa, oltre che i classici percorsi ginnico-militari.

Il corso non è ovviamente obbligatorio, ma conferisce crediti formativi che possono incidere sul voto di maturità. Le perplessità non si sono fatte attendere, non solo da parte dei professori, che si chiedono come imparare a sparare, se pur per "gioco", si inserisca nel progetto di educazione alla Costituzione, ma preoccupazione è stata espressa anche da parte del mondo cattolico: il settimanale "Famiglia Cristiana" si è schierato contro questo protocollo (https://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/scuola--educazione-militare.aspx ) per la discutibile scelta della attività proposte ai ragazzi. I due ministri hanno ovviamente cercato di rassicurare circa la modalità di attuazione dei corsi e soprattutto sullo spirito che li animerebbe, ovvero l'avvicinamento dei ragazzi al mondo non solo delle Forze Armate, ma anche della Protezione Civile e della Croce Rossa.

Certo è che, in un momento in cui la scuola vede forti cambiamenti, una novità di questo tipo impone interrogativi di un certo rilievo, e i ragazzi sembrano aver preso a cuore il problema.
Proprio i ragazzi del liceo classico per esempio, hanno visto inequivocabilmente ridotta la loro offerta formativa a seguito della riforma Gelmini: tutte le sperimentazioni e le maxisperimentazioni degli anni precedenti, sono state soppresse. Un esempio, la scomparsa della celebre maxisperimentazione "Brocca", che prevedeva un orario settimanale di 34 ore, con lo studio approfondito di materie inedite rispetto al corso tradizionale, quali economia e diritto: adesso tutti gli studenti hanno al massimo 27 ore di lezione, con ovvia riduzione della quantità di studio e delle materie facenti parte del loro percorso formativo. Ci si chiede allora, se la pratica militare sia più importante dello studio di italiano, matematica e inglese.


Intanto il preside del liceo Palmieri Umberto Mazzotta, questa mattina si sarebbe rivolto alle forze dell'ordine per riportare nella scuola la situazione alla normalità, ma già si vocifera circa la possibilità di occupazione nei prossimi giorni, dal dirigente ovviamente esclusa a priori. Non resta che vedere se gli animi si scalderanno anche nelle altre scuole.

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