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Pannelli fotovoltaici: due furti sventati e tre arresti dopo un inseguimento

I fermi eseguiti dai carabinieri di Specchia. Ma poche ore dopo scoperto un nuovo tentativo nelle campagne intorno a Seclì

LECCE – Due furti a campi fotovoltaici sventati nel giro di poche ore, uno dei quali conclusosi con tre arresti.  A testimonianza del fatto che questo genere di settore fa gola a tanti e che le bande specializzate sono diverse sul territorio salentino. Già, perché, per un caso risolto con manette ai polsi, subito dopo n’è giunto un altro. Colpo fallito anche nel secondo caso, con i ladri che, però, sono riusciti a farla franca.

Tra i fermati anche presunto sodale di Montedoro

Dove le forze dell’ordine sono state premiate in pieno, è l’area del Capo di Leuca. Qui, infatti, i carabinieri della stazione di Specchia hanno fermato in flagranza Eros Fasano, 53enne di Melissano, Federico Antonio Reho, 21enne di Alliste e Flavio Carlino, 45enne di Taviano. Ora rispondono di furto aggravato in concorso.

FOTO ATTREZZI DA SCASSO-2I tre avevano scelto come luogo per il furto un impianto fotovoltaico in fase di allestimento. Una volta dentro, hanno iniziato a divellere dal terreno numerose sbarre di ferro zincato, lunghe 4 metri, usando un piccone e dei piedi di porco. Ma non si aspettavano di veder arrivare, all’improvviso, le pattuglia dei militari di Specchia che, dopo un breve, quanto rocambolesco inseguimento, sono riusciti ad acciuffarli.

Parte della refurtiva era già stata caricata su un furgone Iveco, finito sotto sequestro, così come le sbarre di ferro e varie attrezzi, ovvero, un piccone, due piedi di porco, un martello, un coltello da cucina lungo 25 centimetri, un cacciavite e una pinza. Tutti e tre sono finiti ai domiciliari.

FASANO EROS-2Menzione particolare merita la figura di Eros Fasano. Questi, infatti, era stato già arrestato il  30 maggio del 2017 nell’ambito dell’operazione “Diarchia”, insieme ad altri tredici soggetti facenti parte dell’associazione mafiosa con epicentro a Casarano capeggiata dal noto boss Tommaso Montedoro. Fasano, nell’ambito di quell’inchiesta, risponde di furto aggravato e ricettazione: sarebbe stato fra coloro che si dedicavano ai furti ai danni degli sportelli bancomat, per ricavare soldi – secondo gli inquirenti - da reimpiegare nell’organizzazione.     

Seclì: messi in fuga da vigilanti e carabinieri

L’arresto dei tre soggetti non è però servito a porre un argine al fenomeno dei furti di pannelli fotovoltaici, tant’è vero che nel corso dell’ultima notte, un ulteriore tentativo è stato messo a segno nelle campagne di Seclì.

Qui, in contrada Renda, avvertiti dal sistema di allarme antintrusione collegato con la Vigilnova di Brindisi, sono scattate le guardie giurate dell’istituto Fidelpol e i carabinieri delle stazioni di Cutrofiano e Aradeo. Si è così scoperto che i ladri poco prima avevano tagliato la recinzione, tentando di introdursi all’interno del campo, ma costretti quasi subito a fuggire senza portare via nulla. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno rilevato tracce ritenute importanti.

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