Stalking alla madre: 22enne torna libero, ma dovrà stare lontano da lei

Non potrà avvicinarsi nemmeno all'amico della donna. Domenica scorsa sorpreso dai due con un coltello vicino all'automobile

LECCE – È tornato in libertà il giovane di 22 anni di Parabita che, nel pomeriggio di domenica scorsa, era stato arrestato dai carabinieri della stazione di Sannicola per un episodio avvenuto in quella zona: minacce con un coltello ai danni della madre e di un amico di quest’ultima.

Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari Marcello Rizzo ha ritenuto di dover applicare la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’abitazione e ai luoghi frequentati sia dalla donna, sia dal suo amico, considerando i fatti appena consumati, ma anche i precedenti ancora freschi: risale appena al 6 marzo scorso, infatti, un altro episodio denunciato dalla madre, con tanto di decreto penale di condanna emesso a carico del figlio.

Atti persecutori è il reato contestato al giovane, per il quale resta indagato a piede libero. L’episodio, a quanto pare solo l’ultimo di una serie, nasce in un contesto famigliare in cui il giovane ha preso fermamente le difese del padre, dopo la separazione, non accettando il nuovo contesto e il fatto che la donna possa eventualmente avere altre relazioni.

Domenica, dunque, l’episodio per il quale il 22enne – difeso dall’avvocato Rita Ciccarese - era finito in arresto. La donna era andata a prendere un gelato accompagnata dall’amico con l’auto di quest’ultimo, come raccontato in sede di denuncia, dopo aver parcheggiato la sua sulla provinciale 50 che collega Sannicola a Neviano. Ma, rientrando, i due si erano imbattuti nel ragazzo con coltello in mano, che stava armeggiando sulle ruote. A quel punto, sarebbero nate le minacce.

Durante l’interrogatorio, in sede di convalida dell’arresto, il ragazzo ha ammesso di aver inseguito la madre per poterla filmare in compagnia di quello che ritiene il suo nuovo compagno e aiutare così il padre nel procedimento civile di separazione. Ha anche spiegato di aver sgonfiato le ruote dell’auto della coppia, ma non di averle forate con il coltello. Le avrebbe sgonfiate, a suo dire, per avere più tempo di appostarsi e filmare. E avrebbe usato il coltello, sempre a suo dire, per difendersi dal comportamento minaccioso che avrebbe avuto l’uomo una volta scopertolo sul posto.

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Il giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e, quindi, di dover emettere per il 22enne un provvedimento cautelare per impedire la reiterazione di comportamenti analoghi in futuro.

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